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	<title>Angeljoke &#187; espresso</title>
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	<description>Appunti, idee, racconti, politica, informazione e innovazione tecnologica</description>
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		<title>&#8220;Produrrà energia quanto 22 centrali nucleari&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 17:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joke</dc:creator>
				<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[baltico]]></category>
		<category><![CDATA[desertec]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[espresso]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[offshore]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle critiche più frequenti mosse agli oppositori al nucleare è quella che, dopotutto, &#8220;le energie alternative non sono abbastanza mature&#8221; e che &#8220;il nucleare costa meno ed è più affidabile&#8221;. Mantenendo un ottica realista del mondo e considerando le reali esigenze del nostro sistema economico, i costi, i rischi e l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;energia nucleare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle critiche più frequenti mosse agli oppositori al nucleare è quella che, dopotutto, <em>&#8220;le energie alternative non sono abbastanza mature&#8221;</em> e che <em>&#8220;il nucleare costa meno ed è più affidabile&#8221;</em>. Mantenendo un ottica realista del mondo e considerando le reali esigenze del nostro sistema economico, i costi, i rischi e l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;energia nucleare comporta sembrano essere un sacrificio necessario, non essendo possibile inseguire le utopie di una società energeticamente verde al 100%.</p>
<p>Queste critiche reggono solo finché non si scopre che, in Europa e nel mondo, esistono applicazioni concrete e migliori che fanno rimanere a bocca aperta, facendo crollare il castello di carte costruito di dubbi e perplessità sulle rinnovabili.</p>
<p>E non sto parlando di idee sulla carta (se va bene) al limite della fantascienza e basate sui sogni degli ambientalisti più incalliti. Sto parlando di un preciso progetto, voluto con fermezza da numerosi governi nord-europei, già finanziato dall&#8217;UE e al quale parteciperanno anche numerosi privati.</p>
<p>Il progetto di cui parlo è spiegato molto bene nell&#8217;<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-lora-di-accendere-il-vento/2120908/10">articolo di Alberto d&#8217;Argenzio dell&#8217;Espresso dell&#8217;11 febbraio</a>. Si parla di un innovativo<strong> impianto eolico costituito da una rete di stazioni offshore installate nel mare del Nord</strong> (che è poco profondo ed estremamente ventoso).<br />
Al progetto partecipano Regno Unito, Germania, Svezia, Norvegia, Irlanda, Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, Lussemburgo. Coalizzandosi insieme sotto la guida della Germania, sono riusciti ad ottenere i primi finanziamenti dall&#8217;Unione Europea. Il progetto è costituito principalmente da tre parti:</p>
<ol>
<li>Gli impianti eolici installati in mare</li>
<li>Le connessioni elettriche ad alta tensione di nuova generazione che collegheranno i campi eolici marini con le utenze nella terraferma (la cosiddetta <em>grid</em>)</li>
<li>I <strong>bacini idrici</strong> della Scandinavia che funzionano da <em>batterie</em> naturali in quanto accumulano grandi quantità d&#8217;acqua pompata grazie all&#8217;energia prodotta di notte, quando i consumi sono minori. Quando la domanda energetica sale, l&#8217;acqua viene fatta defluire generando energia.</li>
</ol>
<p>La Gran Bretagna ha già lanciato le prime gare d&#8217;appalto per la costruzione di <strong>nove campi offshore che produrranno 32GW di energia: quanto 22 (VENTIDUE) centrali nucleari.</strong> Solo per i primi impianti della sola Gran Bretagna.</p>
<p>Per quanto riguarda i costi si è ancora in una fase iniziale e stime molto precise non sono state fatte.<br />
Quello che si può dedurre dai dati dell&#8217;articolo e dai costi delle future centrali italiane, in maniera approssimata è:</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;"><strong>IMPIANTO EOLICO OFFSHORE GRAN BRETAGNA</strong><br />
Investimento previsto: 86 miliardi di euro<br />
Energia: 32GW<br />
Cioè <strong>2,7 miliardi di euro per ogni GW</strong> prodotto</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;"><strong>NUOVO IMPIANTO NUCLEARE ITALIANO<br />
</strong>Investimento previsto: 5 miliardi di euro<br />
Energia: 1,5GW<br />
Cioè <strong>3,3 miliardi di euro per ogni GW</strong> prodotto</p>
<p>Ma il progetto è ancora più ambizioso e delineato su una precisa strategia a lungo termine: proseguire con la connessione di tutto il territorio europeo per arrivare in un primo momento ai bacini idroelettrici delle Alpi e per poi connettersi alle infrastrutture di Desertec (gli impianti solari nel deserto in Nord Africa), il quale però è in una fase molto più preliminare.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-874" title="desertec_espresso" src="http://www.angeljoke.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/desertec_espresso.jpg" alt="" width="431" height="469" /></p>
<p><strong>E l&#8217;Italia?</strong><br />
Senza cadere nelle solite polemiche sull&#8217;arretratezza del nostro Paese o sulla mediocrità della classe politica, è possibile stilare alcune considerazioni sulla situazione italiana.</p>
<ul>
<li>L&#8217;Italia ha deciso di intraprendere la strada del ritorno al nucleare che, pur essendo più pulito delle fonti fossili, comporta alti costi e tempi lunghi di costruzione.</li>
<li>Pende sempre il taglio degli incentivi alle energie rinnovabili (il cosiddetto &#8220;Conto Energia&#8221;).</li>
<li>Non è presente nessun piano credibile per rispettare <strong>l&#8217;obbligo</strong> di riduzione del 20% le emissioni e arrivare al 20% di energia rinnovabile entro il 2020.</li>
<li>Il problema dello smaltimento delle scorie radioattive non è ancora risolto. Nella nostra penisola le scorie sono ancora stipate in magazzini temporanei e poco sicuri, non essendo ancora definito un deposito definitivo di stoccaggio. Dal 1987.</li>
<li>L&#8217;impatto economico per il sistema Paese degli impianti è decisamente modesto se paragonato ad un sistema distribuito geograficamente di impianti collegati tra loro, la cui progettazione e costruzione può<strong> garantire un numero maggiore di (nuovi) posti di lavoro</strong> rispetto alla costruzione di pochi impianti centralizzati da parte di aziende francesi e dalle solite note imprese nostrane.</li>
<li>Perchè l&#8217;Italia, similmente ai paesi nord-europei, non ha intrapreso nessun accordo extra-nazionale volto alla realizzazione di impianti energetici distribuiti (ad esempio, ancora, Desertec). Non si tratta solo di coalizzarsi per la progettazione e per la realizzazione ma soprattutto di agire politicamente per ottenere finanziamenti e l&#8217;appoggio dell&#8217;Unione Europea (l&#8217;UE, questa sconosciuta).</li>
<li>L&#8217;Italia è ricca di sole, vento, acqua, correnti, energia geotermica. Ma attualmente importiamo tantissima energia dall&#8217;esterno e in futuro vogliamo produrla dal nucleare. Perché? Sfruttando solo le correnti del solo Stretto di Messina sarebbe possibile ottenere 15GW di energia: pari a 10 centrali nucleari.</li>
</ul>
<p>Come sempre sono appezzati commenti, riflessioni o correzioni di eventuali errori nelle notizie.</p>
<p><em>Fonti</em><br />
<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-lora-di-accendere-il-vento/2120908/10/0" target="_self">Articolo dell&#8217;Espresso<br />
</a><a href="http://www.reuters.com/article/idUSTRE6071LY20100108" target="_blank">Articolo Reuters </a></p>
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		<title>Non avevamo mai visto tante tette</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 09:47:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joke</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Rete]]></category>
		<category><![CDATA[Pover'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[espresso]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>
		<category><![CDATA[serra]]></category>

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		<description><![CDATA[Satira preventiva di Michele Serra.
Come sarà l&#8217;Italia dopo Berlusconi? Incrociando studi storici, psicologici e antropologici, l&#8217;Università di Princeton ha individuato alcuni scenari futuri. Nella sua postfazione, il coordinatore dei lavori scrive che &#8220;in tutte le ipotesi contemplate, compresa la dominazione marziana e il ritorno del nazifascismo, sono riscontrabili evidenti miglioramenti rispetto alla situazione attuale&#8221;.
Dominazione marziana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Satira preventiva di Michele Serra.</p>
<blockquote><p>Come sarà l&#8217;Italia dopo Berlusconi? Incrociando studi storici, psicologici e antropologici, l&#8217;Università di Princeton ha individuato alcuni scenari futuri. Nella sua postfazione, il coordinatore dei lavori scrive che &#8220;in tutte le ipotesi contemplate, compresa la dominazione marziana e il ritorno del nazifascismo, sono riscontrabili evidenti miglioramenti rispetto alla situazione attuale&#8221;.</p>
<p>Dominazione marziana I marziani invaderanno l&#8217;Italia nel 2015, attratti dalle immagini delle nostre tivù. &#8220;Non avevamo mai visto tante tette&#8221;, dirà nel suo discorso di insediamento il Maresciallo Spaziale Utruz %&#038;4, &#8220;e siamo qui per esaminarle da vicino, con l&#8217;aiuto di consulenti del Pdl&#8221;<br />
[...]</p></blockquote>
<p>Continua <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il-terzo-reich-restaurato-per-errore/2122783/18">qui</a><br />
(via <a href="http://phonkmeister.com/post/443015007/il-terzo-reich-restaurato-per-errore">phonkmeister</a>)</p>
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