Rispolvero questo video, a mio dire scandaloso, dove Fede vorrebbe fare il moralista con Roberto Saviano, l’autore di Gomorra che vive sotto scorta avendo una condanna a morte per aver detto i nomi dei clan camorristici campani.
Il video cade a pennello con l’ultima lettera di Saviano a Repubblica dove, indirettamente, risponde a chi lo accusa di “essersi arricchito” vendendo libri e film.
Ho visto che nella mia terra sono comparse scritte contro di me. Saviano merda. Saviano verme. E un’enorme bara con il mio nome. E poi insulti, continue denigrazioni a partire dalla più ricorrente e banale: “Quello s’è fatto i soldi”. Col mio lavoro di scrittore adesso riesco a vivere e, per fortuna, pagarmi gli avvocati. E loro? Loro che comandano imperi economici e si fanno costruire ville faraoniche in paesi dove non ci sono nemmeno le strade asfaltate?
Loro che per lo smaltimento di rifiuti tossici sono riusciti in una sola operazione a incassare sino a 500 milioni di euro e hanno imbottito la nostra terra di veleni al punto tale di far lievitare fino al 24% certi tumori, e le malformazioni congenite fino all’84% per cento? Soldi veri che generano, secondo l’Osservatorio epidemiologico campano, una media di 7.172,5 morti per tumore all’anno in Campania. E ad arricchirsi sulle disgrazie di questa terra sarei io con le mie parole, o i carabinieri e i magistrati, i cronisti e tutti gli altri che con libri o film o in ogni altro modo continuano a denunciare? Com’è possibile che si crei un tale capovolgimento di prospettive? Com’è possibile che anche persone oneste si uniscano a questo coro? Pur conoscendo la mia terra, di fronte a tutto questo io rimango incredulo e sgomento e anche ferito al punto che fatico a trovare la mia voce.
Ora si capisce bene perchè Berlusconi durante l’ultima puntata di Porta a Porta abbia confuso più volte (chissà se volontariamente o meno) il nome di Bruno Vespa con quello di Emilio Fede…una sorta di equiparazione nei confronti di chi non si permetterebbe mai di ricordare episodi come quelli di Mangano o delle accuse di Borsellino nei confronti di Berlus
Perché la devastazione cresce proporzionalmente con i loro affari, perché è irreversibile come la terra una volta per tutte appestata, perché non conosce limiti. Perché là fuori si aggirano sei killer abbrutiti e strafatti, con licenza di uccidere e non mandato, che non si fermano di fronte a nessuno. Perché sono loro l’immagine e somiglianza di ciò che regna oggi su queste terre e di quel che le attende domani, dopodomani, nel futuro. Bisogna trovare la forza di cambiare. Ora, o mai più.
La lettera intera si può leggere qui.
