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Dottor Fede

Monday, September 22nd, 2008

Rispolvero questo video, a mio dire scandaloso, dove Fede vorrebbe fare il moralista con Roberto Saviano, l’autore di Gomorra che vive sotto scorta avendo una condanna a morte per aver detto i nomi dei clan camorristici campani.
Il video cade a pennello con l’ultima lettera di Saviano a Repubblica dove, indirettamente, risponde a chi lo accusa di “essersi arricchito” vendendo libri e film.

Ho visto che nella mia terra sono comparse scritte contro di me. Saviano merda. Saviano verme. E un’enorme bara con il mio nome. E poi insulti, continue denigrazioni a partire dalla più ricorrente e banale: “Quello s’è fatto i soldi”. Col mio lavoro di scrittore adesso riesco a vivere e, per fortuna, pagarmi gli avvocati. E loro? Loro che comandano imperi economici e si fanno costruire ville faraoniche in paesi dove non ci sono nemmeno le strade asfaltate?

Loro che per lo smaltimento di rifiuti tossici sono riusciti in una sola operazione a incassare sino a 500 milioni di euro e hanno imbottito la nostra terra di veleni al punto tale di far lievitare fino al 24% certi tumori, e le malformazioni congenite fino all’84% per cento? Soldi veri che generano, secondo l’Osservatorio epidemiologico campano, una media di 7.172,5 morti per tumore all’anno in Campania. E ad arricchirsi sulle disgrazie di questa terra sarei io con le mie parole, o i carabinieri e i magistrati, i cronisti e tutti gli altri che con libri o film o in ogni altro modo continuano a denunciare? Com’è possibile che si crei un tale capovolgimento di prospettive? Com’è possibile che anche persone oneste si uniscano a questo coro? Pur conoscendo la mia terra, di fronte a tutto questo io rimango incredulo e sgomento e anche ferito al punto che fatico a trovare la mia voce.

Ora si capisce bene perchè Berlusconi durante l’ultima puntata di Porta a Porta abbia confuso più volte (chissà se volontariamente o meno) il nome di Bruno Vespa con quello di Emilio Fede…una sorta di equiparazione nei confronti di chi non si permetterebbe mai di ricordare episodi come quelli di Mangano o delle accuse di Borsellino nei confronti di Berlus

Perché la devastazione cresce proporzionalmente con i loro affari, perché è irreversibile come la terra una volta per tutte appestata, perché non conosce limiti. Perché là fuori si aggirano sei killer abbrutiti e strafatti, con licenza di uccidere e non mandato, che non si fermano di fronte a nessuno. Perché sono loro l’immagine e somiglianza di ciò che regna oggi su queste terre e di quel che le attende domani, dopodomani, nel futuro. Bisogna trovare la forza di cambiare. Ora, o mai più.

La lettera intera si può leggere qui.

Wooden coat

Tuesday, September 2nd, 2008

Se qualcuno dovesse ancora leggere Gomorra e volesse capire veramente la situazione a Napoli, questo articolo potrebbe farvi cambiare idea.

Mr Saviano explained how the Camorra business men – known as the “white collars” – have managed to build an empire in toxic waste disposal.
They presented themselves as squeaky clean entrepreneurs who could offer companies in Italy and the rest of Europe unbeatable deals to remove their toxic waste.
“Nobody asked too many questions, and the poisonous waste was buried in the Campania region, where cancer rates happen to be on the rise, according to medical journal, The Lancet,” he explains.
[...]

“You cannot fight these giants with the poor village Carabinieri police officers,” Mr Saviano says.

“The police die and they fight with their hearts but it is like asking traffic wardens to fight a full scale war against massive multinationals. The world must wake up to this threat and stop seeing it only as an Italian crime problem.”