Non è un mistero che una trasmissione come quella di Milena Gabanelli sia a rischio. Non solo per compatibilità con la nuova dirigenza ma anche perché il dg Masi le ha tolto lo scudo dell’assistenza legale nonostante non abbia mai perso una causa (ogni autore dei servizi sarà responsabile in proprio di eventuali azioni legali, un sistema per togliere coraggio anche ai più coraggiosi)
Come dice Giglioli: “ha ragione Bonaiuti: quella che sta sul sito de L’espresso è solo «spazzatura senza valore». Il problema è che a produrre la spazzatura in questione è stato il suo boss, non L’espresso che l’ha pubblicata in Internet.”
Le registrazioni effettuate da Patrizia D’Addario a palazzo Grazioli insieme Berlusconi (qui e qui) nella loro semplicità, confermerebbero che il presidente del Consiglio Berlusconi ha ricevuto escort nella sua residenza (sì, ok, residenza privata. Lo stesso Berlusconi già presente al Family Day e dispensatore di giudizi etici su eutanasia o, ultimamente, quanto alcool devono bere i giovani.
Niente moralismi, non mi scandalizzo. Berlusconi, ancora una volta, ha mentito a giornalisti e ai cittadini. Berlusconi, ancora una volta, dimostra incoerenza e inaffidabilità tra quello che promette e dice e quello realmente fa.
PS: ieri sera la notizia della pubblicazione delle registrazioni è stata data solo dal TG3. Provate ad immaginare se al posto di Berlusconi ci fosse stato Sarkozy o Gordon Brown.
Questo non è il momento delle polemiche, è il momento in cui tutte le forze del nostro Paese devono concentrarsi per aiutare le popolazioni colpite dal sisma.
Mettiamo in chiaro alcune cose: finora ho avuto una buona impressione sul funzionamento e sulla rapidità dei soccorsi, chiaro segno dell’eccellenza della Protezione Civile Italiana; spesso la paura e l’allarmismo infondato è più grave e pericoloso dell’evento eccezionale; i giornali e gli spettatori sono attratti in maniera morbosa dai retroscena, dalle ipotesi di congiura e dagli esempi di mala gestione della cosa pubblica (e spesso a ragione).
In un primo momento, quando ho letto le prime notizie su Giampaolo Giuliani e la sua capacità di “prevedere terremoti” ho pensato che, probabilmente, veniva dato troppo risalto ad una fatidica coincidenza. Gli sciami sismici erano presenti da tempo ed era facile azzardare la previsione su possibile terremoto di maggiore entità. Mi sono detto “Nella maggior parte dei casi non succede niente, e la previsione viene presto dimenticata”. Ho pensato a quante volte ho sentito dire la frase “prevedere i terremoti non è possibile”.
Poi ho guardato il video del ricercatore italiano e ho dovuto cambiare la mia opinione su Giampaolo Giuliani.
Guardando il video, leggendo le sue interviste e informandosi minimamente sulla questione colpiscono alcuni aspetti:
L’eccezionale pacatezza, tranquillità e competenza con cui l’esperto espone le sue ricerche
Lo scantinato buio e freddo (visto l’abbigliamento) dove lo scienziato conduce le sue ricerche
La totale mancanza di allarmismo nelle sue parole: esprime soltanto una sua convinzione, supportata dal alcune evidenze sperimentali
Giuliani, in sostanza, afferma che con le tecnologie attuali non si possono prevedere i terremoti. Ma lui non usa le tecnologie attuali, sta studiando la correlazione tra gli eventi sismici e la liberazione dalla crosta terrestre di un gas pesante (il radon). Dice che si è costruito da solo il primo rilevatore e, in questi anni, partendo dallo scantinato di cui sopra ha iniziato a installarne altri nel territorio in modo da interpolare i dati della rete di rilevatori e studiare in maniera migliore le sue evidenze empiriche.
Probabilmente se non fossimo in uno Stato che tratta la ricerca come un semplice capitolo di spesa di un bilancio aziendale qualcuno avrebbe approfondito la cosa.
Non dico che Giuliani abbia fatto la scoperta del secolo e che quanto da lui affermato sia sicuramente vero. È per questo che esiste il metodo scientifico e la comunità scientifica. Intuizioni, ricerca, scoperte, prove empiriche, sistematicità dell’evento: concetti che per un Paese rimasto all’Inquisizione e ai processi di Galileo sono troppo difficili da capire.
Se esistesse una mentalità nazionale di tipo scientifico (e non di tipo superstizioso/religioso), Giuliani in tempi di non-emergenza non avrebbe ricevuto un avviso di garanzia, ma risorse e fondi per approfondire le sue ricerche, visto l’impatto enorme che la sua scoperta potrebbe avere.
La cosa ancora più grave è che queste polemiche e la sensibilità a queste questioni emerge solo in situazioni di estrema emergenza e attenzione mediatica. Fra un mese, quando i nostri TG ritorneranno a parlare di gattini e calendari, si continuerà a costruire senza rispettare le norme sismiche, i ricercatori che rimangono continueranno a sopravvivere nei loro scantinati e, i più bravi e fortunati, andranno all’estero.
Aggiornamento.
Da mantellini.it L’Istituto Nazionale di Astrofisica ha oggi emesso un comunicato per informare che Gioacchino Giampaolo Giuliani, rapidamente diventato il fulcro di molte discussioni odierne legate ai suoi proclami da previsore di terremoti non è un esperto di sismi, ne’ un ricercatore, ne’ un professore (come quasi tutti hanno scritto in questi giorni) ma un collaboratore tecnico non laureato che lavora al progetto del LVD e che studia i terremoti a casa sua nel tempo libero.
TV: CON GOVERNO PRODI RADDOPPIATI SPAZI PER CRONACA NERA
Sono aumentati i reati (omicidi, violenze, stupri, rapine) oppure è aumentato lo spazio che i tg dedicano alla cronaca nera?
Un interessante studio del Centro d’ascolto dell’informazione radiotelevisiva evidenzia un dato decisivo: durante i due anni del Governo Prodi (2006 e 2007) i tg hanno raddoppiato lo spazio dedicato alla cronaca nera. Un dato significativo che potrebbe avere aumentato la percezione di insicurezza da parte degli italiani e che, quindi, potrebbe avere avuto un peso determinante nella scelta degli stessi italiani per le elezioni politiche del 2008. La destra, infatti, ha sempre avuto come cavallo di battaglia il tema dell’ordine e della sicurezza.
Lo studio riporta i seguenti dati: i tg della Rai nel 2003 (governo Berlusconi) hanno dedicato alla cronaca nera il 10,7% degli spazi; nel 2004 (governo Berlusconi) il 13%; nel 2005 (governo Berlusconi) l’11,5%; nel 2006 (governi Berlusconi e Prodi) il 19,1%; nel 2007 (governo Prodi) il 22,3%. Ancora piu’ evidenti i dati per i tg di Mediaset: nel 2003 gli spazi dedicati alla cronaca nera furono pari all’11,2%; nel 2004 12,5%; nel 2005 10,7%; nel 2006 18,9%; nel 2007 25,6%.
I tg de La7: nel 2003 6,9%; nel 2004 9,8%; nel 2005 8,4%; nel 2006 17,7%; nel 2007 22%.