Mediaset fa causa a Google/Youtub per 500 milioni di euro e perchè sono stati “quantificati in 315.672 i giorni di visione perduti da parte del gruppo tv italiano”.
315.672 giorni. Cioè 105.224 giorni per ognuna delle tre reti. Cioè 288 anni di trasmissioni continuative per ognuna delle tre reti. C’è qualcosa che non mi torna.
Aggiornamento.
Sbaglia il Corriere, a quanto pare. Non sarebbero giorni, ma 315.000 ore. Cioè circa 12 anni di trasmissione per ogni canale del Biscione…
Sapete qual è il punto? Il punto di tutta le questione della richiesta di risarcimento di Mediaset nei confronti di Youtube per le migliaia di ore di filmati disponibili sul sito di sharing video non riguarda le normative sul copyright, né la più generica tutela della proprietà intellettuale (sempre sia lodata) e nemmeno l’annosa questione del considerare i fornitori di servizi di rete come responsabili per i contenuti che gli utenti decidono di condividere. Niente di tutto questo, il punto prescinde dalla complessità di queste questioni a cavallo fra legge, business dei contenuti e comportamenti degli utenti, e riguarda invece una sola e semplice attitudine: partecipare o non partecipare al mondo che cambia.
Condivido ogni singola parola di Ivan Scalfarotto. Mentre Iberia (compagnia di bandiera dellla Spagna) e British Airways (compagnia di bandiera dell’Inghilterra) si preparano alla fusione, i nostri 300 milioni di euro sono stati bruciati e non si vede nessun piano industriale e di risanamento per Alitalia.
Mentre Alitalia, bruciati in pochi mesi i nostri 300 milioni di euro, prosegue dritta dritta nella sua rotta verso il fallimento, British Airways e Iberia cominciano le trattative che le porterà ad una rapida e proficua fusione. L’emblematica storia di un paese governato con la logica delle canzoni di Apicella: il piano industriale e quello finanziario non si vedono nemmeno col binocolo ma per fortuna lo slogan ce l’abbiamo già “ed è una buona partenza”, come ha detto Berlusconi sfoggiando il sorriso radioso di chi ha risolto un dramma nazionale facendosi la barba la mattina. Abbiamo lo slogan, ed è una buona partenza… Raccontatelo ai passeggeri, ai dipendenti, ai fornitori di Alitalia, e raccontatelo ai risparmiatori e ai contribuenti italiani se in questa situazione lo slogan è o non è una buona partenza.
Ma ditemi, quanto dev’essere disperato un paese per essere disposto a farsi prendere per i fondelli in questa maniera?
Guarda il video, da SkyTG 24, con lo slogan “Io amo l’Italia, io volo Alitalia“.
Per una “strana congiuntura astrale” come presidente del parco del Cilento in Campania, finisce un certo Domenico de Masi che in poco tempo abbatte le consuetudini di organizzazione clientelare con la politica, guadagnandosi il rispetto e l’approvazione degli operatori turistici. Il ministro dell’ambiente Prestigiacomo, avendo ricevuto “pressioni dal territorio”, chiede le sue dimissioni ma la popolazione e chi tiene veramente alla salvaguardia e valorizzazione del territorio si oppone e si schiera apertamente con De Masi. La prestigiacomo, intanto, prende tempo. Chi vincerà?
Al Carnegie Mellon University di Pittsburg spesso ai professori viene chiesto di tenere una last lecture, cioè una lezione come se fosse l’ultima della loro carriera.
Per Randy Pausch la sua last lecture non era ipotetica. Sapeva di avere pochi mesi di vita a causa di un cancro al pancreas. Randy ha intitolato la sua presentazione “Really Achieving Your Childhood Dreams” e la lezione è stata di grande impatto emotivo soprattutto alla luce che una persona con un così grande spessore umano se ne stava per andare. Randy è morto ieri, all’età di 47 anni.
Al di là della storia umana, questo video è di grande riflessione su come la determinazione e l’ottimismo della cultura americana possa far raggiungere i traguardi più lontani e ambiziosi.
Nonostate spesso si sia abituati a guardare clip di pochi minuti, consiglio di seguire tutta la sua last lecture.
(1h:16min, in inglese, quasi 4 milioni di visualizzazioni)
Se volete cavarvela in 10 minuti, con i sottotitoli in italiano, questo è il video tratto da uno show americano.
Qualche giorno fa Berlusconi ha annunciato che a Napoli l’emergenza è finita. I TG e vari giornali hanno riportato la notizia dando ampio Ho visto il servizio del TG5 che mostrava le strade sgombre dai rifiuti e intervistava cittadini contenti che esprimevano parole di gratitudine nei confronti del governo.
La speaker dice espressamente:
«500 SMS e 500 MMS verso tutti e 500 minuti di chiamate verso i TIM»
e poi in basso, in piccolo, si legge la cosa opposta:
«Max 150 SMS e 50 MMS verso i numeri Vodafone, 3 e Wind. Scatto alla risposta 19 cent.»
Una pseudo-truffa alla quale ormai siamo abituati in Italia.
Ebbene, finalmente la politica fa qualcosa per venire incontro ai consumatori e provvedere a queste comunicazioni fuorvianti. Alessandra Mussolini, Gabriella Carlucci e Manuela Di Centa hanno annunciato una interpellanza urgente in commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati con questa motivazione:
Nella pubblicità si evidenza chiaramente come non vi sia la certezza della paternità di un nascituro che viene ridotto, quindi, al prodotto del gioco di una notte, che peraltro rispolvera un concetto della sessualità tipico degli anni ‘70 oramai superato. Mettere al mondo un figlio è un atto di amore e di responsabilità che non può essere svilito e offeso per mere speculazioni commerciali.
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