iPhone in Italia: caos dietro le quinte?
Sembrebbe che la verità dietro il lancio di iPhone in Italia, confermato ieri da TIM e Vodafone, non sia proprio così scontato e semplice come si pensa.
Sembrebbe che la verità dietro il lancio di iPhone in Italia, confermato ieri da TIM e Vodafone, non sia proprio così scontato e semplice come si pensa.
Io provo anche ad essere ottimista sui cinque anni a venire, ma con certe persone mi risulta molto difficile.
«Quel gruppo neonazista va preso, messo in galera e rieducato, non ci può essere nessun tipo di solidarietà». Però, rispetto a questo episodio, sono «molto più gravi» le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del libro di Torino. Lo ha dichiarato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante le registrazioni di “Porta a Porta”.
Non ce l’ha fatta Nicola Tommasoli. Il giovane ricoverato all’ospedale Borgo Trento di Verona dopo essere stato selvaggiamente picchiato la notte del primo maggio è morto.
Mantellini (e un suo commentatore) evidenziano il nocciolo della questione sulla pubblicazione dei redditi online.
Del resto oggi molte cose si possono fare in rete: il fatto che vengano sovente fatte male è una variabile non secondaria in una vicenda simile. Per esempio, come scriveva Cristiano, un commentatore sul mio blog qualche giorno fa, non sarebbe forse stato più utile creare una semplice interfaccia di interrogazione del database nome per nome, invece che rilasciare immensi elenchi in formato txt con i dati alfabetici di migliaia di persone riuniti in un unico file? Perché non creare un banale meccanismo di autenticazione che consenta all’Amministrazione di sapere chi domanda i dati di chi, esattamente come avviene quando ci si reca in Comune con il medesimo legittimo intento? Sarebbe bastata una piccolo ragionamento supplementare per rendere la consultazione online più simile a quella già ora prevista e ciò avrebbe certamente limitato molte polemiche mantenendo intatti i vantaggi legati alla consultazione online.