Guastafeste…

I soliti guastafeste hanno ri-ottenuto la fiducia…
Repubblica.it

I soliti guastafeste hanno ri-ottenuto la fiducia…
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Penso che questa nuova versione dell’orrendo logo di italia.it renda meglio la nostra immagine nel mondo.
Presto, in questa sede, si torna a parlare di politica! Ne sentivate la mancanza, vero?
Sono 2000 anni circa che esiste il Carnevale di Venezia. Trenitalia, nonostante l’impegno, deve ancora organizzarsi.
Per tutti i giorni durante i quali la città lagunare viene presa d’assalto il servizio ferroviario italiano riesce a dare il meglio di sé.
Oggi i ritardi medi segnalati dai tabelloni per i treni provenienti da Venezia erano di 30 minuti. In realtà, però, i treni partivano con ritardi di 35-40 minuti…tentano di fregarci i minuti pure nelle comunicazione dei ritardi. Una delle cause di tale scompiglio era naturalmente l’enorme quantità di passeggeri.
Per quanto riguarda il treno 4225 PD-BO delle 18.32 (ah ah ah) segnalo posti a sedere di prima e seconda classe completamente occupati (inutile dire che tale separazione di classe non era esattamente rispettata) e corridoi stracolmi di gente in piedi. Ingressi alle carrozze anch’essi riempiti all’inverosimile, cosa che rendeva molto difficoltosa la discesa dei passeggeri in arrivo e la salita di quelli in partenza. L’anarchia era alle porte, con la gente che già alla stazione di Padova (la prima fermata dopo Venezia in direzione Bologna) iniziava ad aver segni di sfinimento con gesti violenti e nervosi (ad esempio chiudendo aggressivamente le porte in faccia a chi cercava di salire).
Prima di passare oltre vi consiglio di osservare, se capitate nella stazione di Bologna, i fantastici nuovi schermi LCD che trasmettono a ciclo continuo video pubblicitari (gli orari e le informazioni di arrivo sono ancora relegate a sporadici manifesti in carta con le scritte minuscole od a tubi catodici vintage dove la chiarezza informativa è affidata all’esperienza in interfaccie grafiche che si aveva negli anni ‘60).
Ma non distraiamoci: altro aspetto interessante di questo mio viaggio è il personale di Trenitalia. Latitante. non si vedeva nemmeno alle fermate e le uniche figure che cercavano di dare un po’ di ordine ad un tale caos erano i due poliziotti in servizio sul treno, mossi dalla compassione e dallo spirito di professionalità.
Ricordando che ad inizio anno sono aumentati i prezzi di Eurostar ed Intercity e poche settimane fa anche quelli di tutti gli altri treni, posso raccontarvi l’episodio più esilarante di questo viaggio. I bagni delle carrozze erano bloccati, chiusi a chiave. Per la gioia dei passeggeri che si facevano largo tra la gente ammassata nelle posizioni più intime lungo i corridori e trovavano i bagni chiusi a chiave. Penso che i cessi dei Trenitalia non siano mai stati così desiderati come oggi.
Ma il totale caos italico non si conclude nei treni. Esistono anche le stazioni: proporzionalmente ai ritardi accumulati la gente corre per la stazione in modo più veloce e caotico, con le conseguenze che si possono immaginare. Chissà come mai non siano già stati adottati dei sensi unici per regolamentare il flusso delle persone (cartelli “mantieni la destra” ad esempio) come accade nelle stazioni metropolitane delle altre città europee. Chissà.
Trenitalia, naturalmente, si scusa per il disagio arrecato.
Aggiornamento (19/02/07)
Qualche vertice Trenitalia penso abbia letto commenti e opinioni di registro simile al post qui sopra. Notizia su Repubblica.it
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Da qualche giorno, forse complice l’uscita di Vista, io e il mio coinquilino siamo in piena discussione “Sistemi operativi”. In particolar modo Mac vs. Linux.
Lui è in piena esaltazione da neoutente Linux (che ho avuto anch’io, tempo addietro), e presumo rimarrà in tale stato di venerazione fintantochè avrà chi prontamente gli risolverà via shell i vari problemi e installazioni che la manutenzione e il funzionamento ordinario di linux (ahimè) comportano. Beato lui.
Tuttavia l’occasione è buona, da parte mia, per decantare l’ormai famoso Verbo, portando naturalmente rispetto verso il sistema operativo open source (cosa che non accade con quell’altro, il terzo incomodo che potete trovare al mnemonico indirizzo www.microsoft.com/italy/windows/products/windowsvista/default.mspx).
La mia (e non solo mia) tesi sull’argomento è che linux è ancora troppo poco user friendly per il pubblico di massa, e si vede chiaramente che è qualcosa costruito da geek informatici per geek informatici. Citando un amico la cui esperienza con linux si è bloccata con la creazione delle partizioni (quindi un normale utilizzatore di computer, che non dovrebbe necessariamente sapere cos’è una partizione), risolvere i vari problemini e trovare il modo di far funzionare le cose rischia di diventare fine a se stesso. Uno passerà le giornate a far funzionare il sistema operativo sempre meglio invece di usarlo.
Ebbene direi che l’immagine apparsa stasera su Mac Blog via Gustomela, casca a fagiuolo ed rispecchia abbastanza fedelmente la mia convinzione.

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