Perchè noi italiani dobbiamo essere sempre così ignoranti? Ciò che mi preoccupa di più, però, è la nostra volontà di restare nell’ignoranza.
Tutti si associano alla prima opinione che sentono, oppure a quella più pubblicizzata, e la difendono fino allo stremo, non importa se giusta o sbagliata.
Siamo giunti ad un punto in cui la gente sente la parola “federalismo” e vota SI al cambiamento di due terzi della costituzione perchè crede che Calderoli sia Robin Hood, e tolga ai terroni per dare al Nord, ma dai!
E adesso c’è la liberalizzazione. Concetto di destra importato a sinistra da Bersani che, secondo me, è un sinonimo di “boccata d’aria fresca”.
L’economia, che non è né di destra né di sinistra, sostiene un concetto fondamentale: la concorrenza fa bene al mercato. In fondo prezzi più bassi e maggiore occupazione non mi sembrano traguardi da poco, soprattutto nell’Italia di oggi.
Il costo della vita si alza sempre di più anche per colpa di quelli che se ne lamentano, perchè il vero problema nel nostro paese non è cercare di salvare un salario con sempre meno potere d’acquisto, svendendo i sindacati pur di ottenere 10 euro in più all’anno. La situazione è vicina al collasso, e non si può riparare una diga con i cerotti. Però l’opinione pubblica viene strumentalizzata e convinta ad usare i cerotti al posto del cemento.
Il punto è che non si può pretendere di salvare tutto quanto senza perdere niente, la teoria evolutiva ci insegna che il meno adatto è destinato a soccombere, non a ricevere gli aiuti statali.
Ed è giusto che sia così, liberandoci di monopoli inutili come farmacie, tassisti, assicurazioni, banche, poste, Alitalia, e mille altri.
L’Italia è spaccata in due: c’è chi compete nei mercati internazionali (e fatica), e chi invece gode di qualche protezione che lo protegge dalla competizione (e guadagna).
Questi ultimi non hanno paura dei cinesi, perchè i loro clienti sono tutti qui, e sono obbligati ad usufruire dei loro servizi.
Il grosso del problema è che da noi le aziende protette rappresentano il 70% del totale.
Come possiamo quindi, con i due terzi della nostra economia sottratti al mercato, pretendere prezzi relativamente bassi? La conseguenza fisiologica è l’aumento dell’inflazione che, come si sa, è l’unica cosa per cui spicchiamo in Europa.
Se quindi la manovra proposta dall’attuale governo è almeno teoricamente giusta, perchè opporsi in maniera così drastica?
Mi viene il dubbio che molti siano troppo pigri per pensare con la loro testa…