Sulla scia del nostro “sondaggio” sull’esistenza dei blog segnalo questo bellissimo post su Ciccsoft che fa il punto sui blog in Italia, sopratutto alla luce dell’annuncio di Luttazzi di chiudere il suo.
Credo che il blog sia uno strumento, un mezzo di comunicazione che tutti possano usare, e il verbo potere qui ha due sensi. Il primo è che tutti hanno le capacità tecniche per aprire un blog, il secondo è che ognuno può usare un blog come gli pare.
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Il punto è che i blog più letti in Italia parlano (benissimo) di cazzate. E questo vuol dire che muovono sì l’”opinione pubblica” (occhio alle virgolette: i lettori di quotidiani, in Italia, in confronto ai lettori di blog, sono una massa enorme e sterminata, e voi sapete quanto poco vengono letti i giornali da noi), ma su serie tv, film (talvolta), altri siti, gruppi musicali di nicchia.
Questi ragionamenti, naturalmente, valgono solo per i blog cosidetti “seri”, con molti lettori, con una certo taglio ben definito e una discreta organizzazione e dedizione dei blogger nei confronti della loro creatura. Non sono da sottovalutare però, secondo me, i blogger personali, i self-blog (slog?! neologismo?) dove il titolare non racconta altro che la sua vita (a volte è interessante, a volte meno). Quest’ultimi sono molto comuni tra i giovanissimi (vedere giovani.it o myspaces.com) e trovo molto ingenuo criticarli gratuitamente (per il loro semplicismo, per la loro omologazione, per il loro modo di scrivere): sono la chiara espressione dell’attuale generazione di teenager. Magari questa categoria potrebbe essere trattata più approffonditamente in futuro, in questa sede…