Rai4

Posted by Joke on Sep 25th, 2008

Quando ho sentito parlare di Rai4 per la prima volta pensavo fosse una presa in giro. Poi ho scoperto che è un canale vero, con una programmazione, che si vede solo sul digitale terrestre. Oggi mi sono reso conto che è sempre la prima impressione quella che conta: Rai4 per molti italiani è una presa in giro.

Qualche settimana fa ho ricevuto in regalo un decoder digitale terrestre. Non nascondo la mia amarezza nel scoprire che il mio comune (come quelli di mezzo veneto) non è pienamente coperto dal segnale Rai e quindi non è possibile vedere Rai1, Rai2, Rai3 e Rai4.
I milioni di euro spesi per portare il decoder in tutte le case (voluti fortemente dal governo che negli ultimi 15 anni ci ha governato maggiormente….chissà come mai…) non sono stati sufficienti e il tassso di adozione è ancora piuttosto basso. La data di spegnimento della TV analogica è stata rimandata. A nessuno è venuto in mente che forse una delle cause di questo fallimento è il fatto che la copertura è imbarazzante?

PS: posso sempre usare vcast e guardarlo in differita…

Ticketed On A Defunct Airline?

Posted by Joke on Sep 23rd, 2008

Il Wall Street Journal ritiene che quello di Alitalia potrebbe essere il fallimento di Berlusconi più utile per gli italiani.

Alitalia could go bankrupt within a week, and Italians can’t be too sad to see it go. The demise of their flag carrier, so prone to labor strikes and political interference, could mean blue skies for competition — and Italy’s flying public.
[...]
Italians have seen Mr. Berlusconi’s previous promises, such as lowering taxes and slashing the bloated public sector, crash and burn. At least with this latest failure, the public might end up better off.

E dà consigli nel caso si fossero comprati dei biglietti di una compagnia area defunta.

Via Wittgenstein.

Berlusconi ha fallito nel salvare Alitalia.

Posted by Joke on Sep 18th, 2008

Ma ovviamente la colpa è degli altri.

Cominciar quivi una crudel battaglia,/come a piè si trovar, coi brandi ignudi:/non che le piastre e la minuta maglia,/ ma ai colpi lor non reggerian gl’incudi.
Solo un Ariosto aeronautico potrebbe descrivere la furiosa tragicommedia recitata intorno ad Alitalia. A noi non resta che domandarci: cosa insegna, di nuovo, questa vicenda?
Non insegna nulla di nuovo sul governo del Paese. I ministri amano dire gatto! prima di averlo nel sacco. E in Italia dobbiamo avere sacchi minuscoli o gatti velocissimi, perché spesso ci ritroviamo a mani vuote. Questo governo non è diverso dagli altri. I risultati prima s’annunciano, poi s’inseguono affannosamente. C’era Air France, l’abbiamo fatta scappare: geniale.
Non racconta niente di originale sul modo di fare le riforme. I cambiamenti italiani avvengono per accomodare gli interni (insiders, in milanese moderno). La riforma della scuola elementare serviva per trovare posto ai maestri; la riforma della giustizia deve garantire avvocati e giudici, quella delle banche i banchieri, quella della televisione chi ci lavora. Il pubblico (utenti, clienti, consumatori) resta sullo sfondo. Se ci guadagna, è una coincidenza.
Non rivela nulla di particolare sulla cultura d’impresa. I nostri capitani coraggiosi (non solo i 16 della cordata CAI) preferiscono, non da oggi, la navigazione sul lago. Telefoni, autostrade o concessioni televisive: cambia poco. L’inizio della carriera è un brulicare di idee e convegni, sogni originali e brillanti investimenti. Poi subentrano l’età, l’incertezza, i figli, le mogli. La nazione che voleva “fare la rivoluzione col permesso dei Carabinieri” (Longanesi) ha i capitalisti che si merita. Amano la competition con l’airbag: l’importante è non farsi male.
Non dice nulla di speciale sulle relazioni sindacali. Un mondo magmatico, dove diritti e furbizie s’intrecciano con proteste legittime e privilegi imbarazzanti. Come tanti, ho provato per anni a capire chi fosse responsabile del disastro a puntate dell’Alitalia: prima di un articolo o di un programma TV, in un aeroporto o durante un volo (sono rimasto pateticamente fedele). Ho ascoltato l’amministratore delegato e il tecnico della manutenzione, il ministro e il consulente, i piloti (tanti e loquaci) e il personale di terra, l’impiegato all’estero e le assistenti di volo. Ognuno cercava di convincermi che la colpa era degli altri.
Non insegna niente sul modo in cui si prendono le decisioni importanti, quelle che segnano il futuro di un Paese. Maratone nella notte, tavoli caotici e infiniti, cartelli e comunicati, giornalisti accampati, ultimatum non ultimativi, scioperi-ripicca, dichiarazioni sopra le righe, compromessi sottobanco. Tutto già visto, tutto ben noto agli italiani (quelli che alla fine pagheranno i debiti della bad company). Se la rassegnazione che si respira in giro fosse ossigeno, potremmo scalare tutti il K2.
Cosa rivela di nuovo la vicenda Alitalia, allora? Niente, questo è il punto. Niente che non sapessimo già. Se ci pensate, è davvero triste.

(Beppe Severgnini, Corriere della Sera del 18 settembre 2008)

Wooden coat

Posted by Joke on Sep 2nd, 2008

Se qualcuno dovesse ancora leggere Gomorra e volesse capire veramente la situazione a Napoli, questo articolo potrebbe farvi cambiare idea.

Mr Saviano explained how the Camorra business men - known as the “white collars” - have managed to build an empire in toxic waste disposal.
They presented themselves as squeaky clean entrepreneurs who could offer companies in Italy and the rest of Europe unbeatable deals to remove their toxic waste.
“Nobody asked too many questions, and the poisonous waste was buried in the Campania region, where cancer rates happen to be on the rise, according to medical journal, The Lancet,” he explains.
[...]

“You cannot fight these giants with the poor village Carabinieri police officers,” Mr Saviano says.

“The police die and they fight with their hearts but it is like asking traffic wardens to fight a full scale war against massive multinationals. The world must wake up to this threat and stop seeing it only as an Italian crime problem.”

In un paese normale…

Posted by Joke on Aug 27th, 2008

In Svezia, Danimarca o semplicemente Inghilterra questa notizia e queste foto basterebbero a decretare la fine la carriera politica di Gianfranco Fini.
Quello che mi stupisce, inoltre, è che nell’articolo viene evidenziato soltato il fatto che Fini si è immerso in una zona protetta e non che, per raggiungere l’isola, abbia utilizzato un mezzo dei Vigili del Fuoco (pagato con i soldi dei contribuenti).
Ma non siamo in Svezia, Danimarca o Inghilterra. Qui la legge non è uguale per tutti…che Fini stia già sfruttando i benefici dell’immunità per le altre cariche dello stato?

Aggiornamento.
Fini ammette la leggerezza e dice che pagherà la multa (e ci mancherebbe altro). Resta da capire perchè abbia utilizzato una barca dei Vigili del fuoco…

Lo slogan!!

Posted by Joke on Jul 30th, 2008

Condivido ogni singola parola di Ivan Scalfarotto. Mentre Iberia (compagnia di bandiera dellla Spagna) e British Airways (compagnia di bandiera dell’Inghilterra) si preparano alla fusione, i nostri 300 milioni di euro sono stati bruciati e non si vede nessun piano industriale e di risanamento per Alitalia.

Mentre Alitalia, bruciati in pochi mesi i nostri 300 milioni di euro, prosegue dritta dritta nella sua rotta verso il fallimento, British Airways e Iberia cominciano le trattative che le porterà ad una rapida e proficua fusione. L’emblematica storia di un paese governato con la logica delle canzoni di Apicella: il piano industriale e quello finanziario non si vedono nemmeno col binocolo ma per fortuna lo slogan ce l’abbiamo già “ed è una buona partenza”, come ha detto Berlusconi sfoggiando il sorriso radioso di chi ha risolto un dramma nazionale facendosi la barba la mattina. Abbiamo lo slogan, ed è una buona partenza… Raccontatelo ai passeggeri, ai dipendenti, ai fornitori di Alitalia, e raccontatelo ai risparmiatori e ai contribuenti italiani se in questa situazione lo slogan è o non è una buona partenza.

Ma ditemi, quanto dev’essere disperato un paese per essere disposto a farsi prendere per i fondelli in questa maniera?

Guarda il video, da SkyTG 24, con lo slogan “Io amo l’Italia, io volo Alitalia“.

Se questa non è mafia…

Posted by Joke on Jul 29th, 2008

Per una “strana congiuntura astrale” come presidente del parco del Cilento in Campania, finisce un certo Domenico de Masi che in poco tempo abbatte le consuetudini di organizzazione clientelare con la politica, guadagnandosi il rispetto e l’approvazione degli operatori turistici. Il ministro dell’ambiente Prestigiacomo, avendo ricevuto “pressioni dal territorio”, chiede le sue dimissioni ma la popolazione e chi tiene veramente alla salvaguardia e valorizzazione del territorio si oppone e si schiera apertamente con De Masi. La prestigiacomo, intanto, prende tempo. Chi vincerà?

Tutta la storia qui.

Il giuramento di Bossi

Posted by Joke on Jul 23rd, 2008

Se qualcuno ha ancora qualche dubbio, ricordiamo che Bossi ha giurato di servire la Repubblica Italiana (al min 1:25)

Le priorità della politica

Posted by Joke on Jul 22nd, 2008

Tim manda in onda uno spot tv, questo:

La speaker dice espressamente:
«500 SMS e 500 MMS verso tutti e 500 minuti di chiamate verso i TIM»
e poi in basso, in piccolo, si legge la cosa opposta:
«Max 150 SMS e 50 MMS verso i numeri Vodafone, 3 e Wind. Scatto alla risposta 19 cent.»

Una pseudo-truffa alla quale ormai siamo abituati in Italia.

Ebbene, finalmente la politica fa qualcosa per venire incontro ai consumatori e provvedere a queste comunicazioni fuorvianti. Alessandra Mussolini, Gabriella Carlucci e Manuela Di Centa hanno annunciato una interpellanza urgente in commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati con questa motivazione:

Nella pubblicità si evidenza chiaramente come non vi sia la certezza della paternità di un nascituro che viene ridotto, quindi, al prodotto del gioco di una notte, che peraltro rispolvera un concetto della sessualità tipico degli anni ‘70 oramai superato. Mettere al mondo un figlio è un atto di amore e di responsabilità che non può essere svilito e offeso per mere speculazioni commerciali.

(Mobileblog, Corriere)

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