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“Produrrà energia quanto 22 centrali nucleari”

Thursday, April 1st, 2010

Una delle critiche più frequenti mosse agli oppositori al nucleare è quella che, dopotutto, “le energie alternative non sono abbastanza mature” e che “il nucleare costa meno ed è più affidabile”. Mantenendo un ottica realista del mondo e considerando le reali esigenze del nostro sistema economico, i costi, i rischi e l’impatto ambientale dell’energia nucleare comporta sembrano essere un sacrificio necessario, non essendo possibile inseguire le utopie di una società energeticamente verde al 100%.

Queste critiche reggono solo finché non si scopre che, in Europa e nel mondo, esistono applicazioni concrete e migliori che fanno rimanere a bocca aperta, facendo crollare il castello di carte costruito di dubbi e perplessità sulle rinnovabili.

E non sto parlando di idee sulla carta (se va bene) al limite della fantascienza e basate sui sogni degli ambientalisti più incalliti. Sto parlando di un preciso progetto, voluto con fermezza da numerosi governi nord-europei, già finanziato dall’UE e al quale parteciperanno anche numerosi privati.

Il progetto di cui parlo è spiegato molto bene nell’articolo di Alberto d’Argenzio dell’Espresso dell’11 febbraio. Si parla di un innovativo impianto eolico costituito da una rete di stazioni offshore installate nel mare del Nord (che è poco profondo ed estremamente ventoso).
Al progetto partecipano Regno Unito, Germania, Svezia, Norvegia, Irlanda, Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, Lussemburgo. Coalizzandosi insieme sotto la guida della Germania, sono riusciti ad ottenere i primi finanziamenti dall’Unione Europea. Il progetto è costituito principalmente da tre parti:

  1. Gli impianti eolici installati in mare
  2. Le connessioni elettriche ad alta tensione di nuova generazione che collegheranno i campi eolici marini con le utenze nella terraferma (la cosiddetta grid)
  3. I bacini idrici della Scandinavia che funzionano da batterie naturali in quanto accumulano grandi quantità d’acqua pompata grazie all’energia prodotta di notte, quando i consumi sono minori. Quando la domanda energetica sale, l’acqua viene fatta defluire generando energia.

La Gran Bretagna ha già lanciato le prime gare d’appalto per la costruzione di nove campi offshore che produrranno 32GW di energia: quanto 22 (VENTIDUE) centrali nucleari. Solo per i primi impianti della sola Gran Bretagna.

Per quanto riguarda i costi si è ancora in una fase iniziale e stime molto precise non sono state fatte.
Quello che si può dedurre dai dati dell’articolo e dai costi delle future centrali italiane, in maniera approssimata è:

IMPIANTO EOLICO OFFSHORE GRAN BRETAGNA
Investimento previsto: 86 miliardi di euro
Energia: 32GW
Cioè 2,7 miliardi di euro per ogni GW prodotto

NUOVO IMPIANTO NUCLEARE ITALIANO
Investimento previsto: 5 miliardi di euro
Energia: 1,5GW
Cioè 3,3 miliardi di euro per ogni GW prodotto

Ma il progetto è ancora più ambizioso e delineato su una precisa strategia a lungo termine: proseguire con la connessione di tutto il territorio europeo per arrivare in un primo momento ai bacini idroelettrici delle Alpi e per poi connettersi alle infrastrutture di Desertec (gli impianti solari nel deserto in Nord Africa), il quale però è in una fase molto più preliminare.

E l’Italia?
Senza cadere nelle solite polemiche sull’arretratezza del nostro Paese o sulla mediocrità della classe politica, è possibile stilare alcune considerazioni sulla situazione italiana.

  • L’Italia ha deciso di intraprendere la strada del ritorno al nucleare che, pur essendo più pulito delle fonti fossili, comporta alti costi e tempi lunghi di costruzione.
  • Pende sempre il taglio degli incentivi alle energie rinnovabili (il cosiddetto “Conto Energia”).
  • Non è presente nessun piano credibile per rispettare l’obbligo di riduzione del 20% le emissioni e arrivare al 20% di energia rinnovabile entro il 2020.
  • Il problema dello smaltimento delle scorie radioattive non è ancora risolto. Nella nostra penisola le scorie sono ancora stipate in magazzini temporanei e poco sicuri, non essendo ancora definito un deposito definitivo di stoccaggio. Dal 1987.
  • L’impatto economico per il sistema Paese degli impianti è decisamente modesto se paragonato ad un sistema distribuito geograficamente di impianti collegati tra loro, la cui progettazione e costruzione può garantire un numero maggiore di (nuovi) posti di lavoro rispetto alla costruzione di pochi impianti centralizzati da parte di aziende francesi e dalle solite note imprese nostrane.
  • Perchè l’Italia, similmente ai paesi nord-europei, non ha intrapreso nessun accordo extra-nazionale volto alla realizzazione di impianti energetici distribuiti (ad esempio, ancora, Desertec). Non si tratta solo di coalizzarsi per la progettazione e per la realizzazione ma soprattutto di agire politicamente per ottenere finanziamenti e l’appoggio dell’Unione Europea (l’UE, questa sconosciuta).
  • L’Italia è ricca di sole, vento, acqua, correnti, energia geotermica. Ma attualmente importiamo tantissima energia dall’esterno e in futuro vogliamo produrla dal nucleare. Perché? Sfruttando solo le correnti del solo Stretto di Messina sarebbe possibile ottenere 15GW di energia: pari a 10 centrali nucleari.

Come sempre sono appezzati commenti, riflessioni o correzioni di eventuali errori nelle notizie.

Fonti
Articolo dell’Espresso
Articolo Reuters

La forza dei sogni

Thursday, March 4th, 2010

Bellissimo discorso di Andrea Pontremoli sul seguire i propri sogni e su«disegnare qualcosa dove agli altri vogliono essere» Si candida a diventare il mio eroe personale.

Lo trovate in video a questo indirizzo.

PS: l’azienda automobilistica di cui parla è la Dallara.

A San Giacomo di Albignasego

Friday, August 28th, 2009

Il bello di Wired è che, anche se stai leggendo un articolo sulle ossa dei dinosauri che può essere di dubbio interesse, poco dopo si presenta un articolo dove scopri che, a pochi chilometri da casa tua, c’è un’azienda dove un ingegnere elettronico, un’asiatica con la passione per la recitazione ed un ex cantante lirico australiano stanno creando hardware e software per la Wii per controllare i giochi con le onde celebrali. E la loro sede è una chiesa sconsacrata.

Thounds

Thursday, August 27th, 2009

“Se ci fossi io…”

Thursday, July 9th, 2009

Scopro questa iniziativa che premia con 30.000€ i progetti concreti per il miglioramento della “dimensione locale della nostra vita sociale”, con una speciale attenzione verso le idee più innovative .

È promossa dall’associazione ItaliaFutura.

(via wittgenstein)