In un Paese normale, in un paese civile, oggi il governo Berlusconi, e tutta la sua stirpe, avrebbe chiuso. Fine.
In un Paese normale l’opinione pubblica e la stampa avrebbe avuto prime pagine per settimane, i giornalisti sarebbero degli squali e i cittadini sarebbero imbiestaliti.
E invece, qui in Italia, se ne parlerà oggi e forse domani. I servizi dei TG a riguardo avranno lo stesso rilievo di un panda morto in Cina o di un matrimonio di una velina e cercheranno di concentrarsi su aspetti marginali, come le dichiarazioni di Veltroni sulla rottura del dialogo. Moltissimi italiani (chi non legge quotidiani, chi non frequenta blogs o non segue con orecchio critico i telegiornali) saranno del tutto oscuri o avranno una percezione di quanto successo oggi.
Con questo comportamento (insieme a quello sulle intercettazioni) il governo Berlusconi è riuscito a cancellare in me quel briciolo di speranza, ottimismo e fiducia che avevo deciso di concedergli. Fiducia che è oggi mediamente molto più alta tra gli italiani…il tempismo non è casuale.
Come, non avete ancora capito di cosa sto parlando? Come volevasi dimostrare.