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Diventare grandi

Saturday, September 22nd, 2007

Cari lettori, rieccov… uhm, forse sto esagerando con l’ottimismo…

Caro lettore, probabilmente frutto illusorio della mia mente malata, rieccoti qui a leggere le umili righe di questo servitore dell’entropia, parole vagabonde radunate su questa pagina come falene da un fuoco notturno.

C’è una domanda che voglio farti; non so se tu ti sia mai posto questioni del genere… beh, certo, non è esattamente il genere di domande su cui uno riflette radendosi la barba da appena svegliato, oppure facendosi la doccia dopo una giornata di studio o lavoro. A dire la verità, quei quattro o cinque gozzovigliatori di neuroni che mi sono rimasti, che tra i loro hobby annoverano quello di bookmakers (nonchè giocatori d’azzardo dilettanti), mi informano che le quotazioni si abbassano leggermente nel caso di “momento di riflessione sulla tavoletta del cesso”, ma di loro mi fido decisamente poco.

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Lifedomes – Il vice Capitano

Tuesday, May 22nd, 2007

Due parole introduttive: non chiedetemene il motivo, perchè non ne ho la più pallida idea nemmeno io, ma mi è tornata l’ispirazione, quindi riprendo a scrivere questa vecchia storia, che lo vogliate o no. Non è necessario (almeno credo…) aver letto gli episodi precedenti per apprezzare questa e le puntate che seguiranno; la scelta di andare a rivedere i vecchi post sta a voi lettori e alla vostra curiosità, ma cercherò di far sì che non sia indispensabile per capire il resto della storia.
Buona lettura!

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Wounds

Friday, May 11th, 2007

I have walked this road before
So hard to find unopened doors
Lost my way but I have to stay for a while
I’ll be searching for more

And my wounds are real
I must rise from the sorrow
And find my way out of the dark
I’ve cried my tears from pain
There’s a new day tomorrow
I’ll turn the hourglass again

Feel and trust your inner voice
Chase your dream with desire
Show the scars you’ve been hiding deep inside
And reveal who you are

Cause your wounds are real
You must rise from the sorrow
And find your way out of the dark
Cry your tears from pain
Face a new day tomorrow
And turn the hourglass again…

And my wounds are real
I must rise from the sorrow
And find my way out of the dark
I’ve cried my tears from pain
There’s a new day tomorrow
I’ll turn the hourglass again

Cry your tears from pain
Face a new day tomorrow
We’ll turn the hourglass again

“Wounds” – Masterplan (dall’album Aeronautics)

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Una giornata perfetta

Tuesday, March 20th, 2007

Di solito evito di raccontare fatti o eventi personali, dato che nella maggior parte dei casi (in altre parole, nel 100% degli inutilissimi blog delle ragazzine neomestruanti che non hanno niente di meglio da fare con il loro tempo che mandare sms e autoidolatrare le loro esistenze del cazzo) sono solo un’esibizione di egocentrismo da parte di chi li racconta.
Ma penso che stavolta vi potrete fare quattro salutari risate alla mia faccia.
Quindi ecco qui il racconto di una fantastica mattinata di primavera, una di quelle che ti mettono di buon umore per tutto il resto della settimana.

Buon divertimento.

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Magic moments

Monday, January 1st, 2007

Cari lettori, un altro anno è alle porte.
Dalle 23:59:59 del 31 dicembre 2006 alle 0:00:00 del 1 gennaio 2007 non è passato che un secondo… cosa ci sarà di tanto speciale in quel secondo, potrete pensare? Nel corso di una giornata ne passa quasi un centinaio di migliaia… cos’avrà di così diverso dagli altri? Perchè dovrebbe essere diverso?

Ecco, il mio augurio per voi per l’anno nuovo non è la risposta a quella domanda. Tutt’altro. Vi auguro infatti di riuscire ad avere l’innocenza, l’ignara e semplice ingenuità dei bambini che vedono tutto come qualcosa di magico, di poter dimenticare – solo per qualche istante – la tristezza, la deprimenza, l’ovvietà della realtà. Anche momenti banali, dati completamente per scontati, vi rimarranno impressi come cari ricordi, attimi felici nella loro normalità, nella bellezza delle cose più piccole, comuni e irrilevanti.

Prendetevi sempre del tempo per voi stessi, per ripensare al significato di ciò che state facendo e al motivo che vi spinge a farlo… perchè non ci sarà un rimpianto peggiore, quando il fiore della vostra giovinezza sarà sparito, di guardarsi indietro e rendersi conto di aver sprecato i propri momenti migliori alla caccia di un miraggio che nemmeno si desiderava davvero… e questo, perchè? Semplicemente perchè non si è mai trovato un attimo di riflessione, per chiedervi e capire se quello che pensavate di volere era ciò che volevate davvero. Se la direzione in cui correvate con così tanta fretta era quella che vi indicavano il cuore e l’istinto… o se era quella che vi indicava il dito di qualcun altro, un bagliore di oscurità reso splendente dall’insicurezza e dalla sfiducia in se stessi.

Pensate a cosa state facendo con la razionalità e la saggezza di un anziano, per capire se avete imboccato davvero la vostra strada, e poi percorretela, camminatela, correteci, saltellateci con lo stupore e l’ingenuità di un bambino, fermandovi ad assaporare il profumo dei fiori e a salutare con gioia chi incrociate, a guardare negli occhi chi vi accompagnerà per un passo o fino alla fine, e ringraziarlo di esserci stato…

… e quando vi troverete di fronte a delle difficoltà, se lo sconforto delle speranze deluse vi spingerà a darvi per vinti, a rinunciare a correre dietro ai vostri sogni…

… beh, ricordatevi che “il tesoro è alla fine dell’arcobaleno… che trovarlo vicino, nel proprio letto, piace molto di meno” ^_^

Auguri a tutti!

Lo spazio è mio!

Wednesday, October 18th, 2006

ANSA.it

Buoni Propositi

Wednesday, September 13th, 2006

Non c’è niente di meglio di una salutare e rilassante influenza, per mettersi a pensare.

Pensare alla propria vita, alle proprie aspirazioni, ai propri sogni, alle proprie delusioni.

Anche in pieno stress pre-esame, l’influenza e la febbre ti aiutano a sollevarti dalle preoccupazioni quotidiane, perchè la consapevolezza dello stato quasi vegetale delle tue facoltà intellettuali ti dona improvvisamente l’illuminazione: “Che cazzo studio a fare? Tanto, se mi trovassi a fare ‘2+2′, so già che risponderei ‘4′… e non ‘4, a patto che ci si trovi in un corpo di caratteristica maggiore o uguale a 5; tuttavia, se la tua casa è tenuta sotto controllo dal Partito, e se nella tua cameretta, invece del poster di Kakà o di Adriano, campeggia in bella mostra un manifesto del Big Brother, allora 2+2 fa 5′, come sarebbe giusto”.

Ok, ok. Non bestemmiate, ho capito benissimo che è ora di andare al sodo. Del resto, penserete, se mi sono messo a scrivere io e non quel nullafacente di Joke è perchè ho qualcosa di sensato, di importante, forse di personalmente emotivo o di emotivamente personale da dire…

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