L’irrealtà della fiction mascherata da real-talk show.

Posted by Joke on Dec 26th, 2005


Preso da un frenesia di zapping convulsivo post natalizio sono capitato su Raidue. Al posto tuo.
Cerco di riflettere su quello che sta succedendo.
Protagonisti della finzione mascherata da storia di tutti i giorni (i nomi degli attori che prendono parte a tutto ciò sono presenti nei titoli di coda, anche se non viene mai detto che di finzione si tratta), madre e figlio trentenne.

Il figlio, dopo aver lasciato l’università per lavorare e contribuire al bilancio famigliare, decide di andare a convivere con al fidanzata. La reazione della madre è assurda. «Sei un egoista, mi abbandoni, questo è il modo in cui mi ringrazi dopo tutto quello che ho fatto». Il personaggio (mal) interpretato dall’attore maschio si difende dicendo che non è così, che lui ormai ha scelto, che ormai è grande, che ha fatto molti sacrifici per aiutare la famiglia ma ormai è arrivato il tempo di fare una scelta. La scelta di stare con sua morosa.
Dopo tutta sta paranoia la vicenda si conclude con il figlio che dice che ha cambiato idea. Ha deciso di lasciare la ragazza per restare a casa della mamma. Fine.
Confusi? Pure io.
Tralasciando il fatto che gli attori sono dei cani e che la “sceneggiatura” della storia è assurda vorrei riflettere sugli effetti e sul significato di un programma così sulla società.
Questa particolare situazione non la ritengo del tutto realistica. Indubbiamente migliaia (milioni?) di cosidetti “giovani” (a trent’anni? a trentacinque?!) sono ancora a casa da mamma e papà nonostante il lavoro e le fidanzate. Le motivazioni e le situazioni reali, però, sono diverse da quelle raccontate dal programma di RaiDue. Dubito che esista un attaccamento ossessivo del genitore al figlio (o viceversa). Semplicemente vivere da soli, oggi, è più difficile che in passato. L’Italia non è un popolo di mammoni solo perchè non si vuole assolutamente abbandonare il nido materno. O perlomeno questo atteggiamento non è così esplicito.
Io penso ai milioni di telespettatori che guardano il programma ogni pomeriggio. Penso che solo una piccola percentuale sia in grado di realizzare che vengono dette un mucchio di cagate. Il target, presumo, saranno adolescenti e anziani, prediligendo il sesso femminile (senza nessun pregiudizio a riguardo, le teenager sono più sensibili e influenzabili dei coetanei dell’altro sesso). Questo programma fornisce una serie di informazioni distorte su quanto succede realmente nella nostra società, e non lo ritengo meno pericoloso di un Emilio Fede, del Wrestling o di un servizio di Silvia Vada su Studio Aperto. Il tutto in fascia protetta.



2 comments

  1. BlackEagle says:

    Ormai credo che ci sia poco da fare…
    Credo faccia tutto parte di quel meccanismo chiamato televisione, che segue le esigenze oltre che della pubblicità anche di qualcun altro.
    Noi siamo in qualche modo immuni a queste cavolate che spuntano in TV ma non è così per il resto delle persone…
    Sinceramente non vedo soluzione…

  2. Joke says:

    Messaggio promozionale:
    Travaglio fa una bella analisi del sistema televisivo italiano nel suo libro Inciucio.

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