Universi paralleli

Posted by Angel on Nov 15th, 2005


Esistono davvero gli “universi paralleli”, o sono solo il frutto della mente malata di matematici e fisici folgorati, paranoici e schizofrenici?

Visto che, come sapete bene, non mi illudo di non far parte della categoria descritta qui sopra, vi presento qui la mia proposta di dimostrazione per l’esistenza degli universi paralleli.

Scritta guardando Back to the Future.

Si consideri l’universo in un momento n. Al momento n+?t, da quell’universo saranno generati tanti universi quante sono le diverse combinazioni di ogni possibile spostamento di ogni singolo elettrone contenuto in ogni singolo atomo che genera tutta la materia dell’universo. E’ elementare che questo insieme universo contiene, ad esempio, tutti i possibili movimenti di una persona che si trova ad un bivio, per citare un esempio tipico della fantasia collettiva di evento rilevante per la generazione di universi paralleli. Ma qui si vuole dare una definizione più rigorosa di “universi paralleli”.
Supponi che se ogni elettrone di un universo A è nella stessa posizione di ogni elettrone di un universo B, allora A = B, da cui puoi ricavare la condizione per cui A ? B.
Siano definiti come “paralleli”, quindi, tutti gli universi generati da uno stesso universo dopo un periodo di tempo ?t uguale per tutti questi universi. Infatti, questi rappresentano tutte le possibili “situazioni” in cui potrà trovarsi un determinato universo dopo un tempo ?t.
Si consideri ora la funzione ?(x) che va dall’insieme delle entità significative nell’universo all’insieme delle relazioni di equivalenza tali che, presi due universi A e B, A ~x B ? A e B sono universi SOGGETTIVAMENTE equivalenti per un’entità x appartenente all’universo nell’istante n. Le classi di equivalenza indotte da tale relazione, quindi, rappresentano tutti i possibili “universi paralleli” in cui può trovarsi - ad esempio - una persona dopo essersi trovato ad affrontare una o più decisioni.
Per due persone x e y, la funzione ? dev’essere applicata all’unione dei parametri soggettivi di x e di y su cui si basano le relazioni di equivalenza ~x e ~y, visto che, considerando due persone diverse come entità significativa, qualsiasi cosa che renda un universo parallelo diverso da un altro almeno per una di queste persone lo rende diverso anche per l’entità formata da entrambe.

Ognuna delle classi indotte dalla relazione di equivalenza ?(u) su un universo in un istante n+?t, dove u è l’unione di tutti i parametri di tutte le entità significative in un universo in un istante n, sarà quindi ognuno degli universi paralleli di cui si voleva dimostrare l’esistenza.

c.v.d., grande Giove!



7 comments

  1. BlackEagle says:

    Uhm ora mi metto a leggere… finalmente un post di un argomento che mi interessa parecchio! vi farò sapere… :P

  2. BlackEagle says:

    Allora in questo ragionamento (non ho i mezzi ancora per comprendere tutto ma ho capito cosa intendi) credo che vi siano punti riguardo i quali la scienza non ha scoperto abbastanza:
    1. l’universo e i suoi limiti
    2. il tempo

    Il primo sostanzialmente perchè le teorie sui limiti dell’universo sono ancora in stato embrionale
    Il secondo perchè per la mia conoscenza più empirica che altro, il tempo ha una sola dimensione il che dovrebbe contrastare con quanto hai detto…
    Ho contattato qualcuno di esperto che se leggerà darà la sua opinione :P

  3. Epper says:

    Dopo “Esistono davvero gli ‘universi paralleli’” mi sono perso…

    ^o)

  4. Angel says:

    Devi pensare quadridimensionalmente! Il tempo è una delle dimensioni, e questo non contraddice il mio ragionamento.

    Probabilmente qualsiasi esperto troverà un numero a 37 cifre di cazzate, nel mio testo, quindi invito a non prenderlo troppo sul serio. Se l’avessi scritto con uno scopo serio, non l’avrei certamente pubblicato su questo blog inutile e assurdo.

  5. BlackEagle says:

    Beh ovvio che non è una cosa straseria però un pensiero ci va fatto. Quindi sottopongo il tutto all’attenzione di un mio amico… :P

  6. Fedan says:

    Nonostante il titolo mi pare ovvio che il testo dimostri senza ombra di dubbio che in QUESTO universo esistono persone paranoiche e/o mentalmente malate.
    In ogni caso, dalla definizione di universi paralleli data sopra si può dedurre l’esistenza degli universi privi di tempo: si consideri un universo u al momento n; dopo un opportuno tempo t, può accadere che ogni atomo del neo-universo u’ sia nella stessa posizione (e velocità e carica e spin…) del precedente u e quindi u=u’. Perciò è possibile che dopo un altro tempo t’ si abbia un u”=u’=u. Scegliendo opportunamente i tempi t, si può costruire una sottosuccessione x(j) t.c. u(n+x(j)) = u(n+x(j+1)). In questo nuovo universo il tempo non scorre, resta per sempre immutato. Da notare è il fatto che per ogni universo, esiste un universo immobile. Quindi ogni cosa è ferma.

    (E con questo si prova che in QUESTO universo esistono ALMENO 2 persone paranoiche e/o mentalmente malate)

  7. svalvolo says:

    A dire il vero la questione è molto più delicata, ma è chiaro che non è stato scritto come un articolo scientifico, ma come un incipit per poterci ragionare sopra.. :-)
    Vediamo.. Innanzitutto devo riprenderti su un dettaglio di poco conto.. non si dice “momento n” ma “istante t”. o__O Per un attimo il mio pensiero è andato sui momenti è non mi ritrovavo più. Poi.. preso di nuovo coscienza di me stesso ho riletto. :-)
    Allora.. Non è male come dimostrazione. Ora ti chiedo:

    Potresti dirmi cosa sia l’insieme degli universi possibili specificando quale sia la misura dell’insieme, quindi la distribuzione di probabilità?

    Si tenga presente le teorie inflazionarie in cui viene postulata una distribuzione caotica di campi d’inflazione che ammettono come attrattore nello spazio delle fasi le traiettorie tridimensionalmente piatte (il nostro universo).

    Poi.. hai postulato “Supponi che se ogni elettrone di un universo A è nella stessa posizione di ogni elettrone di un universo B”. E’ una buona ipotesi per giungere alla tesi in questione, ma…

    visto che non è possibile fare una valutazione discreta non probabilistica, chi mi dice che preso un elementino di volume dV contentente il nostro elettrone in A sia riempito ( il corrispondente in B)? Mi sembra di capire che tu stia discretizzando in volumi ad unica particella (l’elettrone).. però non vi è presenza di soli elettroni nell’universo, quindi il volume preso dovrà essere un volume dello spazio delle fasi e dovrà risultare pieno. Ehm… vabbè… sorgono delle questioni quantistiche delicate..

    E’ vero altresì che il nostro universo potremmo quasi quasi discretizzarlo, considerata la struttura patologica che vi sorge a distanze molto piccole quali 10^{-33} cm. Questo mi verrebbe da pensare, visto che a tali distanze lo spazio quadrimensionale euclideo verrebbe violato (si ricorda che è lo stesso sia per la topologia della fisica newtoniana che per la topologia dello spazio-tempo della fisica della relatività speciale).

    Non sono molto ferrato in universi paralleli, ma spero di dare il mio contributo in questa discussione.

    A voi la parola.

    ciao
    svalvolo

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