Matrix: “Libertà e TV”
Riporto un articolo di Epper, già pubblicato nel suo blog.
“Libertà e TV”, questo era il titolo di della trasmissione di Lunedì sera (24/10/2005) e si proponeva di esaminare anche i fatti per cui Celentano, nel suo show RockPolitik della settimana prima, aveva denunciato come una classifica di una organizzazione internazionale avesse dichiarato l’Italia un paese parzialmente libero.
La cosa di cui sono stato colpito era l’effetto. Infatti la trasmissione, seguita da chi non fosse adeguatamente preparato sull’argomento della libertà di espressione in Italia, poteva tranquillamente “inculcare” la verità a cui è arrivata con le interviste agli ospiti della serata. Prima fra tutte il fatto “che l’Italia non è un paese parzialmente libero, ma offre una ottima libertà di espressione”.
Iniziamo a elencare le conclusioni a cui si è arrivati con la trasmissione:
* La stampa e la TV in italia è pluralista
* I Giornali italiani non subiscono censure
* Luttazzi non aveva fatto satira quindi era giusto il provvedimento preso
* La classifica portata da Celentano è faziosa e non inerente ai fatti
1. La stampa e la TV in italia è pluralista
Si è andati avanti un bel po’ sottolineando questo fatto; il problema però è che non c’entra con l’argomento.
Prima di tutto effettivamente è da evidenziare il fatto che la stampa è realmente più “libera” dell’informazione televisiva, ma la libertà di espressione non consiste nel pluralismo!
E’ proprio questo il punto: Affermare che la destra può dare spazio alle proprie idee e la sinistra pure non è sinonimo di libertà del paese!
Il problema dell’Italia, almeno secondo me, è che solo determinati argomenti non possono essere trattati in televisione.
Più precisamente mi sembra abbastanza difficile, se non impossibile, parlare delle vicende giudiziarie del nostro presidente del consiglio in TV senza finire lì la propria carriera.
Questo è il problema che non ho mai visto essere preso in considerazione durante la trasmissione!
2. I Giornali italiani non subiscono censure
Verso la fine del programma un un inviato è andato a chiedere ai principali direttori delle testate del nostro paese se mai avessero censurato qualcuno.
Molte sono state le prese di posizione, ma nessuno ha ammesso di aver censurato un articolo.
Ora, a parte il fatto che se avessero realmente impedito la pubblicazione di una notizia, andare a chiedere a loro stessi di confessare sarebbe assurdo, il problema che si pone è un altro.
Probabilmente uno dei principali motivi di non pubblicazione di un articolo non è più la censura, ma l’autocensura.
Negli ultimi anni infatti le pene che spettano ai giornalisti nei reati di diffamazione per mezzo stampa sono aumentate e, diversamente dagli altri paesi europei, in Italia (nel 2004) era ancora prevista la reclusione per le offese da parte della stampa (rsf report 2004).
Questo porta a “intimidire” i giornalisti che prestano enorme attenzione nel trascrivere le notizie e fare quello che la stampa dovrebbe in un paese libero: controllare la politica e non il contrario!
3. Luttazzi non aveva fatto satira e quindi era giusto il provvedimento preso
Luttazzi aveva invitato il 14 Marzo 2001 Marco Travaglio, un giornalista NON di sinistra, a parlare del suo nuovo libro in cui riportava, tramite documenti di tribunale, le faccende giudiziare e le fortune economiche di Silvio Berlusconi.
Dopo la sua intervista un putiferio di accuse volarono contro il conduttore, accusato di non fare satira, e il programma venne chiuso! (dettagli)
In questo modo venne completamente scavalcato il fatto principale, ovvero la veridicità delle affermazioni dell’ospite riguardo al Presidente del Consiglio.
Fra l’altro in quell’episodio Berlusconi querelò Luttazzi e Marco Travaglio, ma è proprio di pochi giorni fa la notizia della vittoria da parte degli imputati su una di queste cause!
Notizia riportata? Certo che no!
4. La classifica portata da Celentano è faziosa e non inerente ai fatti
E’ probabilmente questo il motivo che mi ha spinto maggiormente a scrivere questo articolo.
Nella trasmissione si è detto che la classifica di Freedom House non corrisponde a verità sottolineando che si riferiva all’arresto di un senatore e giornalista di Forza Italia. Vero.
Quello però è solo uno dei motivi. Infatti per una buona metà (e anche oltre) della sezione del rapporto riguardande l’Italia l’interesse si focalizza sul controllo o l’influenza di Berlusconi su 6 dei 7 canali televisivi nazionali. Il conflitto di interesse quindi.
Nella trasmissione di Mentana, invece, questa parte sembra essere stata dimenticata!
Oltretutto quella di Freedom house non è l’unica classifica sulla libertà di stampa, anche RSF (Reporter Senza Frontiere) stila la sua lista in cui la nostra posizione tiene sempre le distanze dal resto d’Europa (negativamente ovviamente)!
Essendo proprio proprio precisi bisognerebbe citare anche l’esperto sulla libertà di stampa dell’Onu, che nel marzo di quest’anno ha dichiarato:
“La concentrazione del controllo dei media nella mani del presidente del Consiglio ha gravemente colpito la libertà di opinione ed espressione in Italia”
Sinceramente mi sembra che la realtà dei fatti sia un po’ differente da quella raccontata a Matrix Lunedì sera. La cosa che come ripeto mi ha infastidito di più è proprio il fatto per cui chi non fosse informato abbastanza bene sulle vicende e magari avesse dato anche solo una semplice occhiata sarebbe stato “accecato” dalla verità di Mentana che è stata davvero convincente.
La puntata di Matrix in questione è qui scaricabile: http://www.matrix.mediaset.it/…/24/videogallery.shtml

November 28th, 2005 at 12:10 pm
Ti vorrei invitare nel mio blog
http://gabrieleparadisi.splinder.com/
dove sto seguendo il caso da un pò di tempo.
Ora, coi dati che ho a disposizione, vorrei contattare Mentana…
Mi piacerebbe un tuo intervento.
Gabriele