Report e Wifi

By Joke

Stasera su Report è stato trasmesso un documentario tratto dal programma BBC Panorama che parlava dei rischi del Wireless sulla salute umana. Penso si tratti del primo servizio di Report di cui metto in dubbio l’attendiblità e la fondatezza.

Il servizio sottolineava la questione dei possibili rischi alla salute derivanti dall’esposizione all’inquinamento elettromagnetico. Come molti siti avevano già preannunciato in questi giorni il servizio della BBC aveva subito numerose critiche che ne mettevano in dubbio l’attendibilità. Qui, ad esempio, vengono riassunti i principali pareri.
Dopo averlo visto, posso affermare che ho trovato il documentario eccessivamente sensazionalistico e poco obiettivo.
I dubbi mi sono sorti anche se l’autore ha affermato che attualmente ci sono pareri contrastanti sugli effetti sull’uomo dell’inquinamento elettromagnetico, che i diversi Paesi adottano misure variegate per affrontare il problema e che gli scienziati pubblicano ricerche con risultati contrastanti (con conseguente discussione e ponderazione della comunità scientifica)

Tuttavia il documentario sembra scritto solo per diffondere terrore nei confronti delle tecnologie senza fili.

1. Si parla quasi sempre di internet Wifi nelle scuole e dei rischi che corrono i bambini. Bambini! Perchè nessuno pensa ai nostri bambini!!

2. Non si parla di altri tipi di radiazioni elettromagnetiche a cui siamo esposti quotidianamente. Oggi esistono comunicazioni radio, televisive, di telefonia mobile, satellitare, il forno a microonde e il telecomando per aprire la macchina. In base a quale criterio scientifico solo il protocollo 802.x dovrebbe causare danni alla popolazione? Nel documentario, ad un certo punto, un ingegnere misura “l’intensità” delle radiazioni di un ripetitore di cellulari e di un access point wifi per internet all’interno di una scuola. L’intensità era maggiore nell’access point. Peccato che non viene detto che tipo di misurazione viene effettuata, intensità di cosa…frequenza? banda? potenza? densità del flusso magnetico? E in base a quali criteri scientifici una variabile inciderebbe maggiormente di un’altra sugli effetti sulla salute? Se non ricordo male (correggetemi se dico vaccate) le reti cellulari hanno frequenze di banda più basse (circa 800Mhz) rispetto al protocollo internet wifi 802.11 (2,4Ghz), ma emettono il segnale a potenza maggiore. Non specificando cosa è stato misurato si avrebbe potuto avere risultati opposti solo cambiando la variabile misurata.

3. Si parla in maniera approfondita di persone che “sentirebbero” le radiazioni wifi e provano fastidi se esposti ad un campo WiFi. Direi che, prima di certificare ufficialmente come malati persone che ricoprono la propria stanza di Domopak (o di costosa vernice anti interferenze a spese dello Stato) valuterei meglio la questione. Soprattutto alla luce di altrettanto comici episodi (raccontati da un mio ex docente di Telecomunicazioni) di persone che, non appena arrivavano i tecnici ad posare le antenne nelle vicinanze della loro abitazione (e senza che queste venissero attivate immediatamente per ordinarie questioni tecniche), il 118 e le compagnie telefoniche venivano tempestate di telefonate di cittadini che “non riuscivano più a dormire” e che “vedevano girare il pesce rosso nel verso opposto a quello abituale”. Ricordiamo che l’effetto placebo, le profezie che si autoavverano e la serendipità, esiste.

Ovviamente il mio non vuol essere un invito a chiudere gli occhi senza preoccuparci della questione. Le ricerche, i dibattiti e gli studi devono andare avanti. Episodi di terrorismo e disinformazione gratuita, invece, non li sopporto, soprattutto da un programma come Report.
Di morti da combustione dei tessuti indotta dagli access point non ne ho sentito parlare, mentre è ancora socialmente accettato chi si mette a fumare nelle mie vicinaze nonostante il fumo uccida 2 milioni di morti l’anno nel mondo.

[tags]BBC, Panorama, Report, Wifi, wireless[/tags]


Share

8 Responses to “Report e Wifi”

  1. Golf says:

    Sarai il primo a venire arso vivo quando il WiFi sarà ufficialmente bandito da tutto il reame.

  2. Francesco says:

    Io non penso che sia disinformazione quella di report, la vera disinformazione è quella che non si pone il problema wifi, elettrosmog, ect. Spero ci siano studi scientifici al più presto che aiutino a capire se esiste un pericolo reale.

  3. Massimiliano says:

    Beh, non ho seguito, ma visti i limiti di emissione di Wi-fi ed Hiperlan questi sono l’ultimo dei problemi, ammesso e non concesso che ci siano. Pensiamo alle stazioni radio broadcast… o già al cellulare che viene usato vicinissimo al corpo con potenze non irrisorie.

    Da quanto ho letto mi pare di capire che è stata davvero fatta disinformazione.

    Quando si tratta di scienza/tecnologia (e magari si tocca la salute pubblica) anche Report non è assolutamente in grado di fare un’inchiesta seria, e cede al sensazionalismo, a dar voce a chi urla di più, o quasi al complottismo.

    Gli studi sulle radiazioni non ionizzanti è difficile farli, anche perché viste le diverse sorgenti di emissione l’approccio epidemiologico risulta davvero difficile. Se poi non ci sono giustificazioni “biologiche” ai presunti danni, diventa ancora più difficile pensare che i dati raccolti abbiano significato e che non siano solo rumore.

    Qui:
    http://www.infoe4a.it/forum/report-di-domenica-wi-fi-segnale-d-allarme-t2422.html
    se ne è parlato abbastanza, e c’è anche una testimonianza sui metodi usati talvolta da Report.

  4. Joke says:

    @Francesco

    Secondo me Report ha fatto disinformazione perchè ha contribuito a generare paure e preoccupazioni che non hanno senso di esistere allo stato attuale delle cose.
    Ma, ripeto, apprezzo moltissimo il lavoro fatto solitamente da Report con molte altre inchieste e penso che gli studi e la ricerca debba andare avanti. Senza però fare terrorismo che non hanno nessun fondamento scientifico.

  5. PM says:

    Sì sostanzialmente pure io l’ho trovato penoso come servizio, molto alla “Voyager”… dice tutto e niente, pone questioni senza alla fine arrivare a una singola effettiva interpretazione… fa appunto sensazionalismo, confondendo anche le idee invece di chiarirle.
    C’è da dire che al contrario del solito non era frutto dei giornalisti di Report ma di un documentario della BBC…

  6. Angel says:

    Penso che la differenza rispetto ai soliti servizi di Report stia sostanzialmente nell’osservazione di PM: non hanno presentato una ricerca o un’inchiesta svolta da loro, ma un documentario su questo tema.

    Probabilmente potevano approfondire maggiormente alcuni dati, insistere un po’ di piu` sul fatto che era la presentazione di un documentario e non l’esposizione della loro posizione sul tema… che era – correggetemi se sbaglio – un ermetico “Si puo` solo dire che non si sa. Fine.”, a differenza del “Non si sa quindi intanto non facciamo niente” della BBC.

    Insomma, l’hanno gestito un po’ male… suppongo che volessero far parlare del problema, far discutere, e non seminare il panico, ma quello evidentemente era il miglior documentario a disposizione… quindi il risultato e` stato una ciambella sferica.

  7. Massimiliano says:

    Segnalo anche questo (ottimo) intervento: http://www.fcvg.it/?p=77

  8. Joke says:

    Molto interessante.

Leave a Reply