Guida galattica per autotrasportatori

Posted by Joke on Dec 12th, 2007


Sembra che tra poco, quando andrò a fare la spesa, troverò gli scaffali vuoti. Questa settimana tocca alla corporazione dei camionisti ad essere in agitazione violenta. I tassisti si erano limitati a bloccare Roma, i camionisti hanno preferito “manifestare” sulle nostre arterie stradali. Sicuramente gli autotrasportatori hanno le loro buonissime ragioni, alcune di queste raccolte nell’articolo che segue, ma i modi con cui si fanno sentire sono veramente eccessivi. Illegali.
Ormai l’esplosione di queste iniziative popolari è un palese sintomo della mollezza della classe politica, indice della mancanza di riferimenti, obiettivi e futuro che il popolo italico sente nel suo profondo.

Veneto, in coda fra picchetti e minacce
“Ci rovinano i camionisti dell’Est”
di Jenner Meletti

Ci sono uomini con una strana divisa — il giubbotto arancione che si deve indossare in caso di incidente — che ordinano ad altri uomini che fanno lo stesso mestiere — l’autista di Tir — che oggi non si deve lavorare. «Tu, scendi dallo Scania. Oggi c’è il blocco». L’uomo alla guida abbassa il finestrino. «Devo scaricare qui in paese. Dopo mi fermo lì, non riparto, lo giuro». Volano parole dure, nel piazzale d’asfalto. «Tu adesso ti fermi almeno un’ora, per solidarietà. Puoi anche tirare dritto, ma poi ti devi fermare per cambiare le gomme. Sono stato chiaro?». L’uomo del Tir accosta e si ferma. L’uomo che è a terra nasconde nel giubbotto un cacciavite. «Serve a lasciare un bel disegno sulla carrozzeria, così i crumiri si ricordano di non avere rispettato il blocco».

E’ una strana Italia, questa del primo giorno del «Fermo nazionale dei servizi per l’autotrasporto».

Davanti ad ogni casello ci sono gli uomini con le divise della Stradale o dei carabinieri e altri uomini con la «divisa» arancione. I primi osservano, guardano, ogni tanto dicono «state buoni, spostate quel camion» e gli altri decidono chi può passare e chi no. Gli uomini arancioni non hanno palette. Bastano le mani. «Accosta, accosta». Due o tre si mettono davanti al Tir. Un altro parla con chi guida. «Guarda che da qui non passi. Un polacco ha cercato di scappare. Lo abbiamo preso al distributore dell’Agip. E meno male che ci ha chiesto scusa subito, non aveva capito che c’è lo sciopero. E’ ancora fermo al distributore, con il suo carico di vacche».
Sulla Bologna-Padova, e poi sulla Milano-Venezia, i display autostradali annunciano «Manifestazioni in uscita» ai caselli dei picchetti. A «Padova industriale» il blocco è alla prima rotonda dopo il casello: «Le auto possono passare, i camion no». Ma due delle tre corsie sono occupate dai Tir fermi e anche la terza viene invasa da qualche camion che cerca di superare il blocco, se non altro per trovare un posto dove parcheggiare. Il camion, naturalmente, viene fermato e così si bloccano anche le auto. Clacson, grida, qualche tentativo di manovra, poi tutti capiscono che è meglio leggere il giornale e aspettare. Per uscire dall’autostrada, e tornare indietro dopo 500 metri, si perdono un’ora e 45 minuti. «Vuol sapere perché blocchiamo tutto? Venga a vedere». Armando Rossi, padovano, è uno dei camionisti più giovani. «Ecco, questi sono quelli che ci rovinano il mestiere». C’è una fila di Tir quasi tutti stranieri. Transeast Croatia, Koncseg Hungarie, Turbacz Krajovy …, stascritto sulle fiancate. «Guardi, hanno tutti due serbatoi, da 600 litri l’uno. Fanno il pieno in Romania o in Polonia e ne hanno abbastanza anche per tornare. Si accontentano di 50 — 70 centesimi al chilometro, con- tro 1 euro chiesto da noi italiani, e così ci rovinano. Fino a un paio di anni fa eravamo noi a portare le merci italiane in Romania e nei Paesi dell’Est. Adesso arrivano loro, anche senza carico, e portano via le nostre merci. Le tariffe in vigore oggi sono quelle di 17 anni fa. Ma oggi per una motrice Scania servono 100.000 euro, e altri 100.000 per il semirimorchio frigorifero. Paghi una rata del mutuo di 1.200 euro al mese e se non viaggi sei rovinato».
La barriera di Mestre è rimasta bloccata per quasi tutto il giorno. In tarda mattinata, nella corsia verso Padova, c’erano 32 chilometri di coda. Uno dei blocchi è alla rotonda dell’Holiday Inn. «Siamo qui da stanotte e siamo pronti a vendere cara la pelle». Anche qui una sola corsia per le auto ed i camion che tentano la fuga. «Parlare con questi stranieri — racconta Massimiliano S. di Marghera — è quasi impossibile. Loro pur di lavorare sono disposti a tutto. Ci sono ditte italiane che fanno pagare 100 euro al mese agli autisti croati o ungheresi perché, quando si fermano in un autogrill il sabato e la domenica, dormono in cabina senza lavorare. Insomma, affittano il camion come fosse il letto di una pensione. Ci sono ditte, italiane, che a fine mese assieme alla busta paga consegnano all’autista straniero un assegno regolare di 2.500 euro e poi vogliono indietro 1.000 euro in contanti. Così truffano il lavoratore e il fisco. Ci sono ditte italiane che immatricolano i loro camion in Ungheria e li fanno viaggiare in Italia con autisti ungheresi o polacchi. Li portano qui con un pullmino. Tre settimane di lavoro, una a casa, e una paga di 1.200 euro al mese. Un italiano, per lo stesso lavoro all’estero, chiede più di 2.000 euro». Un autista italiano chiede strada. Ha il volto tumefatto, lo lasciano passare. «Le ha prese, non qui ma in un altro picchetto. Ha cercato di travolgere chi voleva fermarlo. Lo hanno tirato giù dalla cabina e gli hanno dato una lezione». Lunghe ore nella nebbia gelata. C’è anche il tempo di ricordare che, una volta, «fare il camionista era un bel mestiere». «Arrivavi in una ditta — dice Nazzareno Mantovani — e mentre scaricavano ti offrivano il caffè. Ora sei tu che devi scaricare. E nei supermercati, adesso che c’è l’ingolfamento di Natale, ti fanno aspettare anche cinque o sei ore. Insomma, usano il tuo camion come se fosse il loro magazzino…».

La Repubblica del 11 dicembre 2007 (link al pdf)

Technorati Tags: , , , , , , , ,



Leave a comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.

Attenzione: La moderazione dei commenti attivata e questo potrebbe far tardare la pubblicazione del tuo commento. Non necessario provare a rispedirlo.




 


Recent Posts





Categories


Archives


Blogroll


Links utili






Fine Google ads firefox -->

Meta:

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001