Il pericolo dell’adulazione

Posted by Joke on Dec 6th, 2007


Poco tempo fa veniva uccisa a Perugia una studentessa inglese, Meredith Kercher, in Italia per studiare.
Sospettati dell’omicidio la coinquilina americana Amanda Knox, il suo fidanzato italiano Raffaele Sollecito, un musicista congolese Patrick Diya Lumumba e, solo successivamente, l’ivoriano Rudy Guede.

Un fatto di cronaca nera con tutti gli elementi per far parlare i giornali per settimana, offuscando anche il delitto di Garlasco. I giornali, però, hanno scelto di concentrarsi sulla figura di Amanda Knox, rappresentandola come la bella ragazza americana ma con l’anima diabolica, quasi dimenticando la gravissima posizione assunta dal principale indiziato: Guede.
Ma Amanda buca meglio lo schermo, l’attenzione è tutta su di lei. Tutti scrivono di lei, tutti a riportare le sue dichiarazioni e le vicende a lei collegate (le lettere dai fan, le foto su Facebook, i video su youtube, inviati negli Usa, etc…) L’attenzione è anche su Seattle e sugli Usa. Questi Americani…sempre i soliti.
L’attenzione è molto alta anche oltreoceano: i media sembrano quasi prendere le difese di Amanda, accusando gli italiani di accanirsi troppo sulla loro compatriota. I media americani non lo farebbero mai, si sa…

Oggi il New York Times pubblica una lettera di Sophie Egan, figlia di un giornalista del giornale, che sta studiando a Bologna. Anche lei è di Seattle e dice di trovarsi a disagio dopo quanto successo a Perugia. Sente il peso di essere statunitense, di essere di Seattle.
«All’inizio ero io a sentirmi poco sicura a Bologna, dove sto studiando», scrive la Egan, sottolineando che «in questa buia cittadina medioevale sono ambientati numerosi gialli italiani e persino un thriller di John Grisham. Adesso sembra che sia l’Italia ad aver paura di me»

Appropiata e intelligente la risposta di Beppe Severgnini:

Messaggio per Sophie Egan, secondo anno a Stanford, ora a Bologna: non preoccuparti. [...]Fidati, Sophie: decine di milioni di noi sanno distinguere tra una tragedia e una nazione, tra un episodio e una reputazione. Conosco gli italiani, anche perché sono uno di loro: se abbiamo un difetto, non è un cuore spietato, ma una mente sbadata. Chi sbaglia clamorosamente, in Italia, non rischia l’aggressione. Semmai, l’adulazione.
[...]
Dammi retta, Sophie, ventenne di Seattle. Non ti preoccupare del giudizio affrettato di qualcuno: è meno pericoloso dell’incoscienza di quasi tutti. E già che ci sei: dopo quest’articolo, cerca di non finire in TV.

Non posso che condividere le parole del saggio Beppe. Ormai l’informazione sta raggiungendo i minimi storici in termini di qualità. Gli esempi citati da Bepp - Azouz, Corona e Moggi - calzano a pennello. Il pericolo è proprio l’adulazione di personaggi per i quali le persone (e i media) dovrebbero provare solo ribrezzo o pietà.

La lettera di Severgnini
Notizia su Corriere.it
La lettera di Sophie Egan sul NYT

Technorati Tags: , , , , , ,



Leave a comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.

Attenzione: La moderazione dei commenti è attivata e questo potrebbe far tardare la pubblicazione del tuo commento. Non è necessario provare a rispedirlo.




 


Recent Posts





Categories


Archives


Blogroll


Links utili






Fine Google ads firefox -->

Meta:

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001