Annozero: stasera Napoli e camorra
Seconda puntata di Annozero di Michele Santoro, questa sera su Raidue, ore 21.00 (in diretta anche via streaming web)
Dopo il viaggio alla scoperta della faccia meno conosciuta del mondo dell’immigrazione, con particolare attenzione alla situazione milanese, questa sera si parlerà di un altra grande città , con un altrettanto grande problema: Napoli e la camorra, la droga, la disoccupazione, l’omertà .
Sul sito internet, www.annozero.rai.it, sono presenti anche dei video inediti (Video Extra) e alcuni dati e video dalla puntata precedente. Presenti anche delle lettere di complimenti arrivate in redazione, peccato non ci siano anche quelle di critica. In home anche un commento di Santoro alle reazioni post-prima puntata, che riporto qui sotto.
La reazione che più mi ha colpito, tra quelle suscitate dalla prima puntata di Annozero, è stata quella di un comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il generale Gianfrancesco Siazzu, che, senza nominarci, ha criticato “certe trasmissioni televisive che preferiscono sottolineare episodi disdicevoli”, dimenticando “gli episodi di grande solidarietà compiuti dai nostri carabinieri”. Fabrizio Gatti, il coraggioso giornalista dell’Espresso che si era mimetizzato tra i profughi sbarcati a Lampedusa, aveva raccontato che un carabiniere aveva costretto un ragazzo mussulmano a vedere immagini porno sul suo telefonino e di altri che si divertivano a picchiarli esibendosi in pose fasciste.
Noi tutti sappiamo che la stragrande maggioranza dei carabinieri svolge con slancio e dedizione il proprio lavoro, e del resto sono pagati per questo. Il comandante dei carabinieri dovrebbe occuparsi di quei (pochi) militari che infangano il nome dell’Arma, invece di pretendere che le trasmissioni siano l’ufficio delle relazioni esterne dell’Arma. Per sua stessa natura il giornalismo (e troppi tendono a dimenticarlo) deve avere una funzione critica, di cane da guardia nei confronti dei vari poteri, e deve raccontare con onestà ciò che vede. Stesso ragionamento vale per tutti quelli che ci hanno accusato di rappresentare la realtà milanese solo negativamente. È certo che non tuto è marcio a Milano, una grande città con moltissimi aspetti positivi, ma questo non deve impedirci di mettere in luce quelle zone dove il marcio esiste. “È evidente che in una grande metropoli vi siano situazioni di degrado, ma queste si possono trovare tranquillamente in qualunque grande città ”, ha detto più saggiamente il questore di Milano Paolo Scarpis.
Qui però non si tratta solamente di degrado ma di un sistema che consente lo sfruttamento in condizioni di schiavitù di lavoratori immigrati grazie al quale di arricchisce il nuovo capitalismo.
Mi auguro che per la prossima puntata, quando racconteremo una realtà di Napoli che non piace a nessuno, non ci siano critiche dello stesso tipo e che non venga fuori qualcuno a dirci che non abbiamo parlato del museo di Capodimonte.
Michele Santoro
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March 17th, 2007 at 7:10 pm
caro santoro i cani da guardia hanno i padroni e da questi vengono addestrati..