Questa non è politica.
Volevo aspettare un po’ prima di scrivere qualcosa sul dopo elezioni. Aspettare che si sistemassero un po’ le cose, avere un risultato certo. Ma non mi ero reso conto che quello a cui stiamo assistendo **è** il risultato definitivo. La situazione attuale, probabilmente, è quella che ci accompagnerà nei prossimi mesi: un casino infernale dove le idiozie, i giochi di potere, le strumentalizzazioni e la disinformazione domineranno la nostra vita. Certo, siamo in Italia, è una cosa normale ma citando Severgnini possiamo orgogliosamente affermare che abbiamo raggiunto nuove vette in questo senso.
Dopo due leggi simbolo di questi anni di legislatura - la porcata di Calderoli e l’altra per gli italiani all’estero - un mese di telepredicazione volta al reclutamento di Forzisti a suon di futuri decurtamenti monetari, latitanza fisica di gente come D’Alema, la latitanza a livello carismatico di gente come Prodi, latitanza a livello coglionale di…umh…L’Unione e latitanza a livello celebrale di gente come Rutelli ci siamo ritrovati ad uno scarto di voti, a livello numerico, molto basso. Grazie alla suddetta legge porcata mister zero virgola zero sette (stt Macchianera) si ritrova comunque con una maggioranza in parlamento.
L’ex premier Berlusconi chiede il riconteggio delle schede. L’ex presidente Berlusconi chiede il ricontrollo delle schede. L’ex Primo Ministro Berlusconi accusa la sinistra di brogli. L’ex dipendente Berlusconi non ammette la sconfitta.
Il risultato deve cambiare perché ci sono brogli a non finire in diversi posti, in tutta Italia e questo emerge da cose precise.
Silvio Berlusconi, 12.04.2006
Tutte, dico tutte, le schede contestate esprimono soltanto voti sottratti alla Casa della Libertà, sicché il semplice calcolo proiettivo su dimensione nazionale rende perfettamente l’idea di quel che è successo: un furto di volontà popolare a mani basse.
Paolo Guzzanti (FI), 12.04.2006
Il Viminale, cioè Pisanu, cioè un ex-ministro dell’ex-presidente Berlusconi, afferma che per un “errore materiale” (nessuno conosce il significato nel mondo reale), le schede contestate si riducono ad un numero che non può più determinare un cambiamento dei risultati finora annunciati.
Nonostante sia convinto della sua vittoria, l’ex premier Berlusconi propone la creazione di una Grossa Coalizione sul modello di quella tedesca. Come dire: «Noi abbiamo vinto e voi avete fatto i brogli, ma visto che voi andrete al governo vogliamo metterci con voi. Possiamo?». «Per il bene del Paese», sia chiaro. Dove con il termine “Paese” notoriamente lui intende dire “Arcore”. Prodi risponde: «Ciucciami il cazzo» (stt Luttazzi).
Inizia un dialogo, effettivamente ritengo che per alcune cose non sarebbe male collaborare. D’Alema (sì! è ancora vivo!) propone una discussione comune per il nuovo Presidente della Repubblica, escludendo comunque la proposta della Grosse Koalition. Prodi: «Abbiamo vinto, ora devo pedalare come mi ha detto Grillo». Nessuno gli ha spiegato che quella di Grillo era una metafora, e lui invece no…lo vediamo subito con la tutina da ciclista a pedalare per i colli bolognesi.
Berlusconi nota una certa resistenza da parte dei vincitori a concedergli la leadership della Grosse Koalition. Sai com’è…non ci sono più le dittature di una volta. Meglio rimettere in funzione Calderoli, finchè è dalla sua parte.
Calderoli: «I voti della Lega Alleanza Lombarda nel collegio elettorale Lombardia 1 non vanno assegnati all’Unione. La CdL ha vinto di…umh…50 mila voti. Roma Ladrona.»
Bene. Se da una parte c’è una coalizione che ha vinto per uno sputo ma comunque vuole tenersi stretta la vittoria, dall’altra c’è n’è un’altra che cerca in tutti i modi di salvare il salvabile, aggirando le regole che loro stessi hanno scritto.
Personalmente preferisco che Berlusconi sia tenuto lontano da qualsiasi luogo di potere in quanto incompatibile con il concetto di democrazia. Ora, se devo scegliere tra un Berlusconi al governo anche se all’interno di una grande coalizione e una coalizione vincente (anche se di poco) con una maggioranza (anche se traballante) e degli alleati con idee non spesso uniformate, scelgo per la seconda ipotesi. Il motivo è semplice.
Anche se Berlusconi afferma che la coalizione è per il bene del Paese (e obiettivamente una coalizione sarebbe salutare in questa situazione) c’è un piccolo minuscolo dettaglio da valutare: non ci si può fidare di Berlusconi.
Nonostante le euforiche e propagandistiche campagne pubblicitarie non bisogna dimenticare i dati falsati sui risultati della legislatura, le omissioni nel dichiarare le mancanze, le scuse trovate per giustificare la crisi economica, la mancanza di una politica sociale, i rapporti di Forza Italia e Berlusconi con la mafia, le leggi ad personam, le numerose volte che Berlusconi ha infranto le regole (dalle più semplici durante un dibattito televisivo a quelle di uno stato pseudo-democratico).
Berlusconi non userebbe una coalizione per il bene del paese, è fuori discussione. E, se fosse stato nei panni di Prodi non avrebbe né accettato né tantomeno proposto una soluzione del genere. Provate ad immaginarvi Berlusconi che si adegua alle volontà di un altro nella Grosse Koalition…Berlusconi che si coordina e giunge a compromessi con qualcun’altro. Ci siete riusciti? Ovvio, nessuno ci riesce.
Da escludere anche l’ipotesi di ritornare al voto, per diversi motivi: esiste già un vincitore, l’Italia non può permettersi altri contrattempi. E poi, salvo sconvolgimenti a livello politico non penso che i risultati sarebbero tanto diversi da quelli appena ottenuti.
Ci troviamo quindi in una situazione, in Italia, dove se vengono confermati i risultati ufficiali, non ci si può permettere un alleanza Unione-CdL e il partito vincente sarà svantaggiato in partenza per problemi interni dovuti a diverse correnti di pensiero e per l’esile maggioranza, in particolar modo nella camera dei deputati.
Questa non è politica, è la distruzione dell’Italia. Buona Pasqua.

April 16th, 2006 at 7:37 pm
Distruggono dove ci sono già le macerie…
Consiglio a Calderoli un corso di italiano per rendersi conto di come ha calpestato questa amata lingua.
Buona pasqua a tutti.
April 17th, 2006 at 10:07 am
E’ buffo il comportamento di Calderoli:
Definisce porcata la legge che lui dice di aver scritto e poi non sa nemmeno interpretarne il significato.
July 13th, 2006 at 5:32 pm
INTERVISTA AD ANTONELLO DE PIERRO
Da Napolitano alle liti per le poltrone nel governo Prodi, all’Iraq, al sistema elettorale, all’economia.Il ”depierro pensiero”.
Angelo M. D’Addesio
*Iniziamo con le notizie politiche di questi giorni. La scelta di Napolitano come Capo dello Stato è condivisibile, giusta oppure si configuravano alternative possibili e se sì quali?
Sì, penso che Napolitano sia stata la scelta giusta, a dispetto dell’anzianità, anche perché vista la situazione che si era venuta a creare non poteva essere D’Alema, l’uomo giusto, avendo fatto la campagna elettorale per un determinato schieramento. Gianni Letta è stato sempre al suo posto, ma non dimentichiamo che è stato al centro dei fondi neri dell’IRI negli anni ’70 e quindi non era una figura credibile al momento. Mi ha fatto male vedere i 42 voti a Bossi, che è leader di uno schieramento che fa i raduni sul Po e cantava con i suoi seguaci la canzone “Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il Tricolore…”. Parlo di Bossi perché è stato il secondo più eletto. Penso che Napolitano è una buona figura, che sicuramente riuscirà ad essere al di sopra delle parti.
*Il Governo Prodi. Dopo la vittoria risicata che durata potrà avere questo governo e soprattutto come si risolveranno i diverbi interni ai DS o il nodo Mastella-Bonino per il Ministero della difesa?
Come durata mi auguro che sia di cinque anni pieni. Diciamo che le liti sono più nell’ambito dell’Ulivo, nel partito “unico”. Sembra che qualcuno abbia attribuito a D’Alema, la frase e la volontà di una doppia vicepresidenza del Consiglio, con Rutelli. Non sarà così. La vicepresidenza andrà, a mio parere, a Rutelli. Non sono d’accordo sulla scelta di Rutelli, in tempi passati ho trovato molto da ridire sul comportamento politico di Rutelli.
*E sulla questione Bonino-Mastella?
Sicuramente vedo molto meglio Mastella alla Difesa. La Bonino alla Difesa sarebbe una scelta contraddittoria, viste le battaglie pacifiste che la Bonino ha condotto in questi anni con i Radicali, Rutelli in primis. Non dimentichiamo il trasformismo esasperato di Rutelli, dai Radicali ai Verdi, per poi genuflettersi in Vaticano, passando alla Margherita.
*Rimanendo sull’argomento pace-guerra. A fine giugno dovrebbe esserci il rifinanziamento delle missioni in Iraq ed Afghanistan. Il governo Prodi avrà la volontà di svincolarsi dalle missioni oppure seguirà i propositi del governo Berlusconi?
Io mi auguro di no. Innanzitutto la missione in Afghanistan è stata ben diversa. Quella in Iraq è stata una missione di guerra, perché gli italiani hanno partecipato a diverse operazioni di guerra.
E’ eclatante il caso di Nassiriya. Lì sono di stanza gli italiani e ci sono gli stabilimenti dell’ENI che gli italiani hanno protetto durante la missione.
*Quali sono le possibili soluzioni politiche per risolvere questi nodi cruciali legati alle missioni in Iraq?
Io spero si trovi una soluzione che non sarà comunque facile, vista la situazione creatasi in Iraq. Penso che sia però il momento di ritirare i soldati dall’Iraq. C’è da sottolineare comunque il cinismo aberrante che accompagna il cordoglio per la morte dei militari italiani, dalla tragedia di Nassiriya. Berlusconi disse all’epoca “E’ come se fosse morto mio figlio”. Suo figlio non era lì, purtroppo o per fortuna e sono parole e frasi fatte. Il fatto di considerare i morti in terminI di mera contabilità di un bollettino di guerra dovrebbe far riflettere. Dietro ogni morto c’è una tragedia familiare che segna per tutta la vita.
*Si parla di Partito Democratico e di Casa dei Moderati. Eppure le formazioni sono molto disomogenee, la sinistra radicale va per conto suo. Saranno possibili queste elaborazioni in termini bipolari e quali saranno i tempi per queste soluzioni?
E’ una bella domanda. Io sono contrario all’unione DS-Margherita. Sarebbe il tramonto dell’ideologia. Questo già esiste, però se qualcuno ha ancora delle idee, ci troveremmo di fronte ad un’unica lista formata da coloro che combattevano, verbali o meno, ovvero democristiani e comunisti, la vecchia maggioranza ed opposizione. E’ come se in futuro si unissero Berlusconi e Prodi. Dall’altro lato la Casa dei Moderati è surreale. Nel centro-destra non ci sono moderati, per il sol fatto di aver accettato l’alleanza con la Lega Nord che è sempre stata contraria e lontana dallo spirito democratico e di moderazione. Fino a quando ci saranno certe alleanze, sarà difficile una Casa dei Moderati.
*In riferimento al sistema proporzionale come le pensa?
Ecco in riferimento a ciò è bene ricordare che l’art. 1 dice che “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. In realtà l’Italia è stata fondata più sul denaro, sulla ricchezza, che non sul lavoro. E’ stata più che altro una plutocrazia e non una democrazia, non di certo un governo del popolo. In questo senso la legge elettorale è stata un attentato alla democrazia. Non dare neppure la possibilità all’elettore di scegliere il proprio candidato, ma imporre candidature come quelle di Previti, peraltro arrestato in questi giorni o Dell’Utri che si è avvantaggiato di una legge ad personam, altrimenti avrebbe dovuto scontare due anni e sei mesi rende l’idea di come questa legge sia da rivedere, completamente.
*Il tema scottante del lavoro. Veltroni ha riabilitato la Legge Biagi, ha detto che è da riformare, ma non da bocciare completamente. Altri la considerano l’apice e la causa prima del precariato in Italia. Che posizione ha sulla Legge Biagi?
Non dimentichiamo che questa situazione è stata determinata in parte dal centro-sinistra. Bisogna invertire la rotta. Non dimentichiamo che il centro-sinistra introdusse i c.d. “Co.Co.Co.”, ora spariti per fortuna, per poter pagare i periodi di prova. Gli stessi sono stati strumentalizzati, infatti circa tre anni fa si arrivò a circa 2 milioni e 700 mila Co.Co.Co. Vorrei sottolineare un evento abbastanza importante su questo argomento.
*Prego.
Al Ministero dei Trasporti c’è una centrale operativa, che risponde agli utenti che hanno a che fare con la Motorizzazione Civile, occupandosi dei dati sensibili di tutti i cittadini. Prima l’appalto del call-center era stato dato ad una ditta privata. E’ qualcosa di assolutamente sbagliato affidare i dati sensibili di milioni di italiani ad una ditta che può passare la mano ad altre ditte, in barba alla legge sulla privacy. Tutto ciò non è affidabile. Circa tre anni fa, in proposito feci una trasmissione in Radio su Radio Roma, in cui si parlava del Co.Co.Co, come incostituzionale, perché prevedeva una situazione contraria all’art. 4 della Costituzione, perché prevedeva un lavoro da dipendente con le non garanzie del libero professionista. Nel caso del Ministero la nuova ditta che venne impose questo trattamento e c’era chi lavorava lì da 15 anni ed a 40 anni si vide costretta ad accettare.
*E’ il caso di rivedere tutto, di attuare una vera riforma.
Adesso ci sono i “contratti a progetto”. C’è un futuro nel segno del precariato e dell’incertezza. Sono aumentati i divorzi e sono diminuiti i matrimoni. Questo è uno degli effetti collaterali di questa situazione. Oggi un giovane non può neppure comprare una cosa, perché è necessario impegnare una busta paga per un mutuo o un affitto. Una volta si diceva “Ho trovato lavoro” o “Sono Disoccupato” oggi si dice “Lavoro, ma non so cosa farò”. C’è una grande incertezza. Non si parla più tanto di usura in questi tempi, non so se è notato, ma anche questo è un altro effetto collaterale indiretto che bisognerebbe approfondire e che è conseguenza di tale sistema. Berlusconi aveva promesso 1 milione di posti di lavoro, ma se sono questi, ha vinto la scommessa, ma il lavoro è un’altra cosa.
*Faccio l’avvocato del diavolo. L’impresa italiana è in crisi. La concorrenza asiatica è molto forte. La grande impresa sceglie la strada della vendita o svendita o della fusione all’estero. La piccola impresa è strozzata e quindi o sceglie la strada della flessibilità o cede al lavoro nero? Cosa è meglio e cosa il peggio?
Lavoro significa stabilità futura e lavoro è un diritto costituzionale. Lo Stato ha il dovere di tutelare il lavoro, ma mi sembra che lo stia piuttosto calpestando. Un lavoratore che mette su famiglia, lavorando in tre mesi e per altri tre mesi non lavora più, può essere schiacciato dall’usura. Si parla di mobbing, senza che ci siano però una legge adeguata. Ho partecipato ad un convegno sul Mobbing, constatando che una legge seria si attende da anni. Solo la Regione Lazio ha varato una legge regionale, fu un consigliere di Forza Italia a presentarla, Claudio Fucci, ma fu bocciata dalla Consulta su istanza del Governo Berlusconi, cosa abbastanza curiosa. Tornando al mobbing, questo tipo di impostazione del sistema lavoro, presta il fianco al mobbing. Lavoratori con contratti di più durata sfrutteranno quelli con contratti precari
E’ una situazione da ribaltare, magari con incentivi alle imprese che possano assicurare contratti a tempo determinato e con grosse penalizzazioni per le imprese che mantengono la vergogna dei contratti precari.
*Passiamo alla politica estera. Si dice che il binomio Usa-Italia è destinato a concludersi con l’avvento del governo Prodi che guarderà verso altri modelli ed altre collaborazioni. E’ possibile che l’Italia si rifaccia al modello spagnolo o a quello francese, ad esempio nel campo dei diritti civili. E’ vero che finirà anche il binomio Italia-Usa.
Io guarderei prima al mio orticello. Prima risolverei i problemi interni. La Spagna di Zapatero sicuramente, per quello che si sente, sta rinascendo dopo gli otto anni di governo Aznar. Se parliamo dei diritti civili, se vogliamo chiamarli così, io posso essere d’accordo personalmente con i PACS, ma non con le unioni omosessuali. Per giunta nella cattolicissima Spagna. E’ un po’ una contraddizione. In paesi come il Brasile forse non si arriverà mai ai matrimoni gay.
Quanto al rapporto con gli Usa, spero che possano continuare, ma attenzione, devono essere rapporti di scambi reciproci e non di sudditanza. Il Governo Berlusconi si è piegato al governo degli Usa. Lo stesso partito di Forza Italia ha una visione servilistica, Berlusconi ha impostato il suo modello con gli Usa allo stesso modo, ovvero servi del volere di Bush.
Quanto ai diritti civili, gli Usa stessi hanno molto da imparare, se pensiamo agli innocenti che aspettano il giudizio solo perché non possono pagare le spese legali. Si parlava poi di mercato con l’estero. Se penso alla Cina che è lo stato che vanta al mondo il maggior numero di esecuzioni capitali. Ebbene, fino a quando non ci sarà uno standard di rispetto dei diritti umani, io frenerei l’espansione commerciale ed economica della Cina verso l’Occidente.
*Le chiederei un parere sulla vicenda Calcio. Tema banale, ma saltato agli occhi della cronaca, della politica.
Io sono sconcertato da quello che è successo. Siamo abituati a situazioni poco pulite dell’universo Calcio. Situazioni poco chiare ci sono state anche in altri sport ed in altri organismi. Il Calcio è un gioco. Quando il Calcio diventa business, con squadre quotate in borsa ed altro. Non dimentichiamo i crack di Cagnotti e Tanzi. Dove c’è business si vengono a creare situazioni che permettono alle persone di arricchirsi illecitamente. Negli altri sport non esiste ancora tutto questo. Pensiamo al Calcio dei grandi valori, al grande Torino, perito a Superga, con grandi calciatori che giocavano per un premio-partita che poteva essere un cappotto.
Questo non dovrebbe accadere. E’ il caso di fare vera pulizia e che i magistrati vadano veramente fino in fondo per punire pesantemente i reati che sono stati commessi e dare una lezione a questi signori. Fra questi c’è anche Carraro e mi dispiace che sia stato sindaco anche a Roma, una città bella, rinata. Mi fa scemare un po’ di orgoglio di essere romano.
*Ultimo punto. Cosa dovrebbe fare un governo, in questo caso, il Governo Prodi, non dico in cento giorni, ma con estrema urgenza almeno nei prossimi sei mesi. Tre priorità su cui intervenire.
Prima di tutto la scuola. Soprattutto dopo la riforma Moratti che svalutato la scuola pubblica. Bisogna dare a tutti l’accesso alla scuola pubblica, al sapere che è il segno distintivo di un popolo. Altra cosa su cui operare la sanità. Un esempio è il modello tedesco è molto avanti. Si paga una tassa più elevata, ma in Germania viene tutto rimborsato, visite private comprese. Conosco un caso spaventoso di un barbone dimenticato su una lettiga fuori dall’Ospedale di Ostia. La tutela della salute è un diritto da non calpestare che favorisce anche una società più laboriosa. Infine va rivisto completamente il sistema lavoro, a partire dalle assunzioni.
Antonello De Pierro, giornalista, direttore del portale di informazione nazionale Italymedia e da tempo impegnato nel giornalismo di denuncia sociale. Ha collaborato per “La Stampa” e “L’Opinione”, ha diretto nel 2003 il mensile “Nuove proposte” ed ha condotto programmi nel circuito tv Stream, oltre che essere un assiduo ideatore di trasmissioni per Radio Roma ed altre emittenti locali nel Lazio. Oggi è molto attivo nel giornalismo on line e nell’informazione telematica grazie al sito di informazione da lui diretto Italymedia.it