Signori, si parte.
Attenzione: post lungo, noiso, estremamente egocentrico.
Mezzora è largamente sufficiente per percorrere la tratta che separa la mia cellar dalla stazione dei treni, tranne quando a venti metri dalla fermata vedi passare l’autobus che dovresti prendere e l’autista di questo, nonostante il tuo tentativo di sprint con handicap dovuto a zaino e ingombrante trolley, non prende nemmeno in considerazione il fatto che potrebbe fermarsi essendo del tutto privo di coscienza e animo umano.
Niente male, dici, tanto c’è tempo. L’hai già fatta decine di volte, a piedi. Controlli l’orologio e scopri che in realtà di tempo ce n’è veramente poco. Sono le 15.37 e il treno parte alle 15.53. Sedici minuti per percorrere quelle centinaia di metri, entrare in stazione, fare il biglietto, raggiungere il binario (l’undicesimo, quello più lontano, naturalmente) e salire a bordo dell’interregionale per Padova.
Beh, dai…non è impossibile. Se sei fortunato non c’è tanta gente in stazione, potresti farcela. Evidentemente oggi non è il tuo giorno fortunato.
Ore 15.46, stazione di Bologna, milioni di persone aspettano. Code chilometriche alle biglietterie umanizzate. Code chilometriche alle biglietterie automatiche. Cosa scegliere? Affidarsi all’istinto e al panico da ritardo e mettersi in coda nella prima biglietteria automatica? Ore 15.47, sei minuti. No, calma. Siamo in Italia e nulla è come sembra. Il caos è tanto, ma forse si può usare la testa. Ore 15.48, cinque minuti. Controlli le biglietterie accanto a te, effettivamente sono piene. Controlli quelle distanti dalle uscite, là in fondo: bingo. Sono completamente vuote. Cinque biglietterie con una popolazione media di venti persone nevrotiche cadauna. Cinque biglietterie vuote, con la schermata della selezione della lingua che aspettano. Italiano, Treni in partenza, Ginevra, Napoli, Crotone, Milano, Modena. No, non c’è il tuo. Esci. Selezionare lingua, cazzo, Italiano, Compra biglietti, seleziona stazione Padova, seleziona stazione….di arrivo, no cazzo, indietro, seleziona stazione di partenza Bologna, seleziona stazione di arrivo Padova, classe seconda, un adulto, solo andata, no cazzo non ho nessuna cazzo di carta mille miglia, avanti, avanti, avanti, sì, no, avanti, inserisci cinque euro, non li accetta, inserisci dieci euro, stampa biglietto in corso. Ore 15.50, tre minuti. Stampa biglietto in corso. Aspetti.
Nella tua testa ti immagini che da un apposito ufficio qui sotto, sotto i tuoi piedi, un addetto di Trenitalia sta prendendo in esame la tua richiesta di un bliglietto ferroviario, sta prelevando i soldi, immettendo il biglietto da te richiesto e caricando l’aggeggio con il resto. Magari le biglietterie Fast Ticket sono state introdotte solo per eliminare il rapporto umano cliente/impiegato Trenitalia. Un interfaccia dove in realtà di automatizzato c’è ben poco. Hai finito? Stampa biglietto in corso. No.
Ci starebbe bene una bella musichetta d’attesa, che so…un Chopin. Ha finito, il resto viene rigorosamente dato in monetine il cui taglio massimo è di centesimi cinquanta. Secondi preziosi a prelevarle. Ore 15.52 circa, un minuto circa. Grazie e arrivederci. Prendi tutto, bliglietto e monetine, ti fiondi al primo box giallo. E sì, perchè il biglietto bisogna obliterarlo…non sia mai. L’obliterazione…questa pratica cronicamente indigesta ai nostri clienti turisti stranieri, questa regola non scritta passata ai posteri con l’arte oratoria. Il sig. Smith di Orlando, Florida non può conoscere questa nostra burocrazia e non può conoscere l’innata bastardaggine e ignoranza linguistica degli addetti al controllo titoli di viaggio di Trenitalia. Probabilmente la Lonely Planet deve ancora inserire questa fondamentale raccomandazione nei suo libri, fatevi dare indietro i soldi. Vabbè.

Tiri il fiato, la scelta del posto a sedere si trasforma alla scelta dell’etnia extraeuropea che più ti che più ti aggrada, vicino alla quale vuoi passare la prossima ora e mezza. Scegli il Nordafrica, con l’immancabile Cina come tua dirimpettaia. Mentre il tuo corpo espelle per evaporazione il pranzo inizi a riflettere. Un attimo…ma non c’era sciopero, oggi. A parte che doveva iniziare dalle 21.00, ma l’hanno rinviato al 4 marzo…lo speaker di FS non fa altro che annunciare le mezzore di ritardo con cui i treni arrivano e partono. Oggi non c’è sciopero, ma c’è. Ma non deve esserci sciopero, non oggi, non adesso. Ore 15.59. Perchè il treno non parte? Nevica. Certo che scrivere un post su questa mia ultima mezzora potrebbe essere divertente, almeno finchè nessuno lo legge.
