Lifedomes - Una visita indesiderata

Posted by Angel on Jan 8th, 2006


Alcuni giorni prima…

Era sera inoltrata, e l’oscurità avvolgeva nella sua silenziosa, innaturale dolcezza l’avamposto del Capitano Redgarn. Dal cataclisma in poi, infatti, le forme di vita naturali erano andate facendosi sempre più rare, e la foresta aveva perso gran parte dei suoni che un tempo facevano incessante compagnia a chiunque vi si addentrasse.
Nonostante questo, di tanto in tanto capitava che qualche cucciolo sperduto si avventurasse nei dintorni degli avamposti, dove veniva generalmente accolto di buon grado e accudito dalle infermiere. Trovare un piccolo, di qualsiasi specie – data la loro rarità - era ormai considerato un segno di buona sorte, e il personale medico, che raramente era impegnato a fondo ma non poteva comunque mancare, non disdegnava un po’ di compagnia.

Costruiti all’interno della Grande Foresta, con lo scopo di fungere da base alle pattuglie che sorvegliavano l’area circostante, queste cittadine in miniatura erano dislocate in modo più o meno uniforme su tutto il territorio forestale.
In genere erano formati da pochi edifici, quali il dormitorio per i soldati della Guardia Forestale, l’infermeria, il deposito dei rifornimenti e la “sala” del capitano; quest’ultima rivestiva grande importanza, essendo il luogo in cui si trovava l’Holocomm: frutto delle ricerche più avanzate, era il dispositivo utilizzato per mantenersi in contatto con il Comando, che permetteva – in tempo reale – di comunicare e visualizzare una proiezione olografica tridimensionale del proprio interlocutore.
Tutto questo era costruito in piccole radure ricavate tra gli alberi della Foresta, eccetto che per la sala del capitano, al sicuro – in uno stile quasi fiabesco – sui rami dell’albero al centro dello spiazzo, il punto più facilmente visibile dell’intero complesso.

All’improvviso due ombre si mossero furtive e decise, tra la fitta boscaglia, in direzione della radura in cui si trovava l’avamposto. La maggior parte dei soldati doveva ancora rientrare dal giro di ricognizione, quindi rimaneva solo un gruppetto di quattro giovani a montare di guardia all’Holocomm, oltre al capitano stesso. Le due misteriose figure avevano sfruttato l’oscurità e la copertura offerta dalla vegetazione per arrivare il più possibile vicino al loro probabile obiettivo, cioè la capanna di Redgarn, ma difficilmente sarebbero riuscite a raggiungerla senza farsi scorgere dai guardiani, che tenevano illuminata a giorno la zona circostante con dei piccoli falò.

Uno dei due estrasse dallo zainetto che portava sulla schiena un piccolo involucro, dall’aspetto leggero e fragile, e prese la mira per lanciarlo in direzione del fuoco più vicino. Un attimo prima, però, il suo compagno gli mise la mano sulla spalla, come a volerlo fermare, e gli indicò di guardare in direzione dei quattro ragazzi, che stavano confabulando in modo piuttosto agitato.

“Vi giuro che ho visto qualcosa muoversi, laggiù! Nad, guarda là in fondo!” disse uno dei quattro, puntando il dito proprio verso i due misteriosi personaggi.
“Bah, Alex, la noia ti dà alla testa… chi mai vuoi che ci sia, oltre a noi quattro stupidi, qua intorno? Fossimo al confine o col Comandante Galen capirei, ma qui…” gli rispose sprezzante uno dei suoi compagni.
“Sarà un animaletto selvatico… vedrai che domani mattina Elizabeth sarà tutta allegra per aver trovato un cucciolo”, ipotizzò un terzo, spostando l’attenzione del gruppetto ad argomenti tutt’altro che collegati al loro compito, e qualche minuto dopo tornarono a sedersi, dimenticandosi dell’ombra scorta poco prima.

“Ok, Sherry, si sono calmati…” sussurrò quella che sembrava essere il capo, tra le due ombre. “Spegni quei falò e tienili d’occhio, che a Redgarn ci penso io”.
Lei annuì e lanciò la piccola bomba d’acqua sul fuocherello più vicino, che si spense in un attimo. I due si accucciarono subito a terra, mimetizzandosi tra i cespugli.

“Cos’è stato?” gridò Alex, visibilmente preoccupato.
“Maledizione… “ gli fece eco Nad. “Redgarn vorrà le nostre teste se lasciamo passare qualcuno!”
I quattro si mossero verso il falò spento, senza perdere d’occhio l’albero, e notarono l’involucro vuoto della bomba ad acqua.
“Ecco cos’è stato… allora c’è davvero qualcuno!” disse uno dei ragazzi, in preda all’eccitazione e all’emozione, portando la mano alla cintura, dove teneva appeso il suo elettroshocker – una sorta di manganello che colpiva con cariche elettriche paralizzanti, non letali, dato comunemente in dotazione alla Guardia Forestale.

Di colpo videro spegnersi un’altra luce, poco lontano da quello attorno a cui si erano raccolti.
“Ma quanti sono??” esclamò Alex, il meno freddo tra i quattro, gettando anche gli altri nel panico: i ragazzi corsero subito attorno al secondo falò, ignorando completamente l’albero. L’inesperienza e lo scarso acume del gruppetto – vittima di un diversivo tanto elementare – si facevano ora evidenti, così come il cono d’ombra che avrebbe permesso l’arrampicata sul tronco ai due intrusi.

“Coprimi!” sussurrò il compagno di Sherry, uscendo dal nascondiglio, e sfruttò l’attimo di disorientamento dei giovani guardiani per raggiungere rapidamente l’albero. Nel frattempo la ragazza appoggiò a terra lo zainetto e ne estrasse alcuni piccoli dardi da lancio, intinti in un potente sonnifero.
Il ribelle aveva da poco iniziato l’arrampicata verso la sala di Redgarn, quando uno dei ragazzi ebbe la lucidità di provare a riaccendere i falò spenti: intuendo le sue intenzioni, Sherry diresse una delle sue minuscole frecce verso la schiena del soldato prima che potesse combinare alcunchè. Per sua sfortuna, però, lui si abbassò verso la legna proprio nell’istante in cui lei tentò il lancio, mandandolo a vuoto.
“Dannazione!” pensò la giovane, affrettandosi ad impugnare un altro dardo e a riprendere la mira, ma era troppo tardi: uno dei fuocherelli era già tornato ad illuminare l’albero.

“CAPITANO REDGARN! I RIBELLI!!” gridò Nad dopo aver visto l’intruso a pochi istanti dall’ingresso della sala del capitano, rendendosi conto che non sarebbero stati in grado di fermarlo.



Leave a comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.

Attenzione: La moderazione dei commenti attivata e questo potrebbe far tardare la pubblicazione del tuo commento. Non necessario provare a rispedirlo.




 


Recent Posts





Categories


Archives


Blogroll


Links utili






Fine Google ads firefox -->

Meta:

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001