Non avevamo mai visto tante tette

March 12th, 2010

Satira preventiva di Michele Serra.

Come sarà l’Italia dopo Berlusconi? Incrociando studi storici, psicologici e antropologici, l’Università di Princeton ha individuato alcuni scenari futuri. Nella sua postfazione, il coordinatore dei lavori scrive che “in tutte le ipotesi contemplate, compresa la dominazione marziana e il ritorno del nazifascismo, sono riscontrabili evidenti miglioramenti rispetto alla situazione attuale”.

Dominazione marziana I marziani invaderanno l’Italia nel 2015, attratti dalle immagini delle nostre tivù. “Non avevamo mai visto tante tette”, dirà nel suo discorso di insediamento il Maresciallo Spaziale Utruz %&4, “e siamo qui per esaminarle da vicino, con l’aiuto di consulenti del Pdl”
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(via phonkmeister)

Spremuta d’arancia e Autobus

March 10th, 2010

Una bella storia.

La forza dei sogni

March 4th, 2010

Bellissimo discorso di Andrea Pontremoli sul seguire i propri sogni e su«disegnare qualcosa dove agli altri vogliono essere» Si candida a diventare il mio eroe personale.

Lo trovate in video a questo indirizzo.

PS: l’azienda automobilistica di cui parla è la Dallara.

Savoia Fashion

March 4th, 2010

Intanto il rampollo sabaudo ha presentato a Milano la sua linea di moda: «Abbiamo iniziato, diciamo con una collezione molto semplice, sportware…» e poi mi sono detto «mah, vorrei fare una specie di total look io… disegnato e creato da noi».
Si chiama “Principe d’Italia” ed è pensata per chi vive in città con richiami ai colori della natura: «Ci sono dei grigi con dei marroni, dei verdi con dei grigi dove vedi davvero la città che entra nella natura e la natura che entra nella città. E’ dedicata a tutti quelli che, diciamo anche sul modello sports vogliono essere un po’ chic».

LaStampa

Mi puccio nel caffè

February 24th, 2010

La canzone del TrioM. come doveva originariamente essere.

(via Mantellini)

Cloud

February 16th, 2010

Another Cloud Reel … from Delrious on Vimeo.

Perché l’iPad non mi ha (ancora) deluso

February 11th, 2010

L’iPad si posiziona in una nuova fascia dei prodotti mobili, parzialmente coincidente con quella dei netbook. L’obiettivo dell’iPad sembra essere quello di aumentare le occasioni d’uso dei dispositivi tecnologici digitali rispetto a quanto facciamo oggi, facilitandone l’adozione in nuovi ambiti e luoghi.
Ed è proprio per questo motivo che l’iPad può essere un fallimento.

La criticità dell’iPad è quella di incontrare una domanda dei consumatori sostanzialmente latente. Apple deve far capire ai consumatori come può essere utilizzato l’iPad e come può migliorare la nostra interazione con la tecnologia. E questo non è affatto facile: l’iPad non è un semplice “telefono della Apple”, non è semplice “un computer più veloce e sicuro dei PC con Windows”. L’iPad è qualcosa che “è in cucina, lo prendo per prenotare i biglietti del cinema e per leggere il giornale stando seduto in divano “. In maniera più facile e comoda di quanto farei con l’iPhone e senza aspettare che l’ingombrante portatile che ho nello studio si accenda. Quindi qualcosa alla quale in consumatori non sono abituati e, si sa, generalmente i consumatori sono piuttosto conservatori.

Le mezze delusioni nei confronti dell’iPad, inoltre, sono sostanzialmente dovute alla sindrome da troppe aspettative che la stessa politica di segretezza di Apple ha generato. Sono ormai anni che ogni singolo brevetto presentato da Apple e ogni indiscrezione dei fornitori orientali finiva per plasmare un prodotto immaginario, direi quasi mitologico.
Tuttora oggi continuano a circolare i rumors, dopo la presentazione ufficiale. Se da un lato tutto questo fa risparmiare dei gran soldi ad Apple in termini di investimenti pubblicitari, dall’altro fa nascere delle aspettative incontrollate su un’ipotetico prodotto con la inevitabile conseguenza di deluderle in gran parte.

Apple non ha mai puntato a riempire i prodotti di mille funzionalità per riempire le didascalia dei volantini MediaWorld. Apple, soprattutto con iPod e iPhone, crea prodotti dedicati a svolgere in maniera migliore delle attività chiave. A volte sbagliando (Newton, Apple TV), e a volte correggendosi (App Store), ma spesso creando dei buoni prodotti. Vediamo come se la giocherà con l’iPad nei prossimi mesi.

Ricordo che molti prodotti Apple sono stati snobbati perchè mancavano di funzionalità ritenute indispensabili dagli utenti più conservatori: tastiera fisica nell’iPhone, radio FM nell’iPod, tasto destro del mouse nei Mac più obsoleti. Vi ricordate come nel 2001 fu accolto il primo esemplare di iPod dagli stessi utenti Apple? Leggete qui e pensate a quello che iPod è ora.
Solitamente questi prodotti sono risultati degli enormi successi in quanto altre funzionalità innovative o l’intuitiva esperienza d’uso made in Cupertino fanno facilmente dimenticare difetti e funzionalità a cui eravano affezionati.
Ovviamente questo giochino non è affatto detto che funzioni con l’iPad.

Entriamo nel dettaglio.
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